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Negri: «Così abbiamo scelto di diversificare le attività»

Genova - Aprirsi, ma senza snaturarsi, a partner esterni, diversificare con criterio e raccogliere nuove sfida. Questa la ricetta con cui alcune storiche aziende genovesi del settore marittimo sono stanno provando a fronteggiare le attuali dinamiche del mercato.

Genova - Aprirsi, ma senza snaturarsi, a partner esterni, diversificare con criterio e raccogliere nuove sfida. Questa la ricetta con cui alcune storiche aziende genovesi del settore marittimo sono stanno provando a fronteggiare le attuali dinamiche del mercato mondiale dello shipping, sempre più caratterizzato dalla presenza di pochi e grandi gruppo internazionali.

Lo hanno raccontato gli stessi protagonisti di queste storie imprenditoriali in occasione del convegno «Il rilancio delle imprese marittime tra passaggi generazionali e nuove soluzioni d’investimento», organizzato dal Propeller Club nell’ambito della Genoa Shipping Week in corso nel capoluogo ligure, moderato dal giornalista del Secolo XIX Francesco Margiocco.

«Io sono convinto che il capitalismo familiare sia un carattere positivo del nostro sistema economico, a patto che la presenza della famiglia non costituisca un ostacolo allo sviluppo dell’azienda» ha dichiarato Stefano Messina, vertice del gruppo Messina e Presidente di Assarmatori. E talvolta questo può succedere, «specie in un settore come lo shipping, ad altissima concentrazione di capitale investito, quando la famiglia da sola non riesce a garantire la finanza necessaria per crescere». A quel punto le strade percorribili sono diverse: «Ci sono le banche o i fondi di investimento. Noi però abbiamo deciso di accogliere come socio di minoranza il gruppo Msc, che pur essendo molto più grande di noi è guidato da una famiglia che condivide i nostri valori e ha la stessa visione». Ci sono poi le nuove sfide, come quelle con cui si sta confrontando il gruppo Novella, attivo nel bunkeraggio navale: «Abbiamo creato una newco con un altro importante operatore per studiare la realizzazione nel porto di Genova di un deposito di Gnl (gas naturale liquefatto)» ha spiegato Valeria Novella, terza generazione della famiglia alla guida dell’azienda. «Si tratta di un combustibile pulito, che sempre più verrà utilizzato, e quindi richiesto, come carburante navale. Ci siamo confrontati con l’Autorità di Sistema Portuale per individuare l’ubicazione più adatta a questa nuova struttura. Purtroppo, anche a causa della nota burocrazia italiana, siamo ancora fermi a quel punto».
Infine la diversificazione, come quella attuata nel corso degli anni dal gruppo Finsea, «basata su una strategia ma dettata dalle necessità imposte dal mercato» ha assicurato Aldo Negri, il cui zio Luigi Negri ha fondato l’azienda come agente marittimo. «Col tempo, alle attività di agenzia per 3 grandi liner, abbiamo affiancato investimenti nei terminal container, prima a Genova e poi anche in altri porti, come Livorno». Anche in questo caso, però, i grandi operatori internazionali si sono imposti, costringendo le aziende familiari a ritirarsi per investire altrove: «Siamo entrati con una quota in Genova Industrie Navali, la holding delle famiglie Bisagno e Garré attiva nella cantieristica navale (T. Mariotti e San Giorgio del Porto), e 4 anni fa ci siamo lanciati anche nel settore dell’abbigliamento nautico, rilevando la Slam, azienda genovese che si trovava in difficoltà e che stiamo provando a rilanciare».

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