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Traffico container, 2019 peggio del previsto

Genova - Male Africa e Medio Oriente e pesa l’incertezza sui servizi che attraversano l’oceano Pacifico.

Genova - Alphaliner rivede al ribasso le previsioni di crescita del trasporto marittimo di container nel 2019. La stima scende dal precedente +3,2 per cento a un più prudente +2,5 per cento. Il maggiore pessimismo è dovuto alla frenata registrata negli ultimi mesi. Nel primo trimestre del 2019 la crescita è stata del 2,8 per cento, ben al di sotto della media del 2018 che era stata del 6,7 per cento. Il risultato del primo trimestre di quest’anno è inferiore allo stesso periodo dello scorso anno, che si chiuse con un +6,6 per cento, ma anche rispetto al quarto trimestre 2018 quando, pur rimanendo sotto la media dell’anno, era stato registrato un +4,7 per cento.

Oltre al dato modesto del primo trimestre dell’anno, a convincere gli analisti di Alphaliner a essere più prudenti è anche il protrarsi della disputa commerciale fra Stati Uniti e Cina. «L’indebolimento della crescita del traffico - spiega una nota della stessa Alphaliner - nel primo quarto dell’anno in corso e l’atteso declino dei volumi transpacifici per effetto dell’escalation della guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina ha pesato nelle proiezioni per l’intero anno della crescita del traffico container».

La stima di Alphaliner si basa sull’analisi dei dati di circa 250 porti in tutto il mondo. Fra i principali porti presi in considerazione, quello di Hong Kong ha avuto il risultato relativo peggiore, con una perdita di traffico del 9,2 per cento negli ultimi dodici mesi (anche se nell’ultimo trimestre ha registrato un +4,2 per cento). Nei dodici mesi soltanto altri sette porti, ma più piccoli, hanno avuto una performance peggiore. Intanto Alphaliner nota che la guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti comincia a ripercuotersi sul livello delle tariffe di nolo per i servizi che dall’Asia vanno verso la Costa occidentale degli Stati Uniti. In quindici giorni la diminuzione del valore è stata del 15 per cento. Per far fronte a questa situazione, Ocean Alliance, una delle tre maggiori alleanze armatoriali attive nel settore contenitori, ha cancellato due rotazioni che avrebbero dovuto effettuarsi a giugno sul mercato transpacifico. Alphaliner avverte che altre compagnie seguiranno questo esempio.

Il pessimismo dovuto alle incertezze sul Pacifico sono dovute anche al fatto che le regioni che hanno spinto al rallentamento i volumi globali nel primo trimestre sono state altre, dal Medio Oriente all’Africa all’Oceania, rispetto alle quali il Pacifico è stato addirittura sopra la media.

In particolare il rapporto nota che l‘andamento del traffico marittimo di container è stato irregolare nelle diverse aree del globo. I porti del Medio Oriente hanno avuto un calo del 10,1 per cento dei volumi, quelli dell’Africa un calo del 4,4 per cento e quelli dell’Oceania un calo dell’1,1 per cento. «La debolezza nei volumi del Medio Oriente è stata causata da un crollo del 57 per cento dei container movimentati nei porti iraniani, mentre gli hub di transhipment di Jebel Ali e Salalah hanno anch’essi registrato un calo rispettivamente del 9 per cento e del 12 per cento». La regione africana è stata colpita da una diminuzione del 16 per cento dei volumi nei porti del Sudafrica. In Oceania a registrare un andamento negativo sono stati i porti australiani di Melbourne, Sydney, Brisbane e Fremantle. Migliore, come si diceva, l’andamento dei porti sull’asse principale del Pacifico. A Hong Kong hanno visto una crescita nel primo trimestre del 2019 del 4,2 per cento, quelli del Nord America del 4,8 per cento. Ma potrebbero essere risultati effimeri, secondo Alphaliner, se proseguirà il braccio di ferro sui dazi fra le due sponde dell’oceano.

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