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Il tweet di Papa Francesco per marittimi e pescatori

Roma - «Affido i marittimi, i pescatori e quanti si trovano in difficoltà e lontano da casa alla materna protezione di Maria, Stella del Mare».

Roma - «Affido i marittimi, i pescatori e quanti si trovano in difficoltà e lontano da casa alla materna protezione di Maria, Stella del Mare». Lo dice il Papa in un tweet nel giorno in cui si celebra la “Domenica del Mare”.

Stop allo sfruttamento dei marittimi
Come se la passano i lavoratori del mare, che in Italia sono mezzo milione (compresi 90 mila asiatici e 50 mila marinai in attesa di imbarco, cioè disoccupati)? Anche se il Censis definisce il settore in forte crescita (prevede l’ingresso di oltre 1.000 figure per ricoprire posti di lavoro altamente qualificati sui ponti di comando e in sala macchine per le navi di sempre maggiori, come si legge nel quinto Rapporto dell’Economia del Mare realizzato insieme con la Federazione del Mare) per la Chiesa Cattolica in questo ambiente, non è tutto oro quello che luccica.
I marittimi, infatti, sono alle prese con il fenomeno della pirateria la cui minaccia, seppur diminuita, rimane ancora elevata in alcune aree geografiche, e sempre di più con quello del terrorismo che esige nuove misure di sicurezza e, afferma il cardinale Peter Turkson nel messaggio per l’odierna “Domenica del Mare”, questo «limita ulteriormente, in alcuni porti, la possibilità che i marittimi scendano a terra e, talvolta, anche l’accesso alla nave da parte dei visitatori». Non solo: accade che in questa situazione, denuncia il cardinale capo del dicastero per lo sviluppo umano integrale, il marinaio straniero «sia vittima di discriminazioni o che gli sia impedito di scendere a terra a motivo della nazionalità, della razza o della religione». Ma soprattutto ci sono, lamenta Turkson, troppi casi di «equipaggi ingannati sul salario, sfruttati e vittime di abusi nel loro posto di lavoro, ingiustamente criminalizzati per incidenti marittimi e abbandonati in porti stranieri».
«È nostro dovere - afferma - prestare tutta l’assistenza e il sostegno necessari agli equipaggi che subiscono privazioni e vivono difficoltà». Per questo la Chiesa invita le autorità marittime «ad essere più vigilanti per prevenire gli abusi e riparare le ingiustizie». Ed anche a «non abbassare la guardia e a mettere in atto tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e la protezione, non soltanto del carico, ma soprattutto degli equipaggi».

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