SERVICES

«Un Piano Marshall per le infrastrutture liguri»

La Spezia - La chiusura contemporanea di A6 ed A26 ha messo drammaticamente a nudo la fragilità e l’inconsistenza del sistema delle infrastrutture in Liguria. Tuttora priva di connessioni ferroviarie moderne e adeguate, la Liguria dipende in larga misura da quattro direttrici autostradali

La Spezia - La chiusura contemporanea di A6 ed A26 ha messo drammaticamente a nudo la fragilità e l’inconsistenza del sistema delle infrastrutture in Liguria. Tuttora priva di connessioni ferroviarie moderne e adeguate, la Liguria dipende in larga misura da quattro direttrici autostradali che la attraversano e la connettono con il resto d’Italia ed Europa.

Congestionate, prive della terza corsia e in molti casi anche della corsia di emergenza, strutturalmente antiquate e con molte situazioni di rischio potenziale, in quanto l’età di costruzione dei viadotti è pericolosamente vicina a quello che si sta rivelando il limite di durata del cemento armato, se non sottoposto a regolari interventi di manutenzione. Uno scenario post bellico, questo, che ha spinto il presidente di Confetra Liguria, Alessandro Laghezza, a chiedere la messa a punto di un vero e proprio Piano Marshall per la Liguria: «Se vogliamo che la nostra portualità diventi l’hub logistico d’Europa - afferma Laghezza - ma anche semplicemente che le nostre merci e i nostri cittadini viaggino liberamente, occorre porre in essere un vero e proprio piano straordinario, di magnitudo pari a quello post secondo conflitto mondiale, per le infrastrutture liguri, sia ferroviarie che stradali. È necessario - prosegue Laghezza - mettere in campo un piano che travalichi il rapido completamento del Terzo Valico e che comprenda sin da subito, sempre restando in ambito ferroviario, il raddoppio della Ferrovia con la Francia e della Ferrovia Pontremolese. Per quanto riguarda le autostrade, queste vanno assoggettate ad imponenti lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, che arrivino anche alla definizione e realizzazione di tratte alternative che sostituiscano quelle maggiormente inadeguate per progettazione e conservazione. Il nuovo Morandi e la Gronda sono indispensabili, ma come rivelano le tragiche vicende di questi giorni, non sufficienti. La Liguria potrà rialzare la testa solo quando sarà dotata di una rete viaria e ferroviaria all’altezza del proprio ruolo nell’economia italiana. Le risorse - conclude Laghezza - ci sono, occorre mobilitarle nella consapevolezza che il crollo del Ponte Morandi e le vicende di questi giorni sono solo il primo segnale dell’isolamento che, in assenza di interventi risolutivi, ci attende in futuro».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››