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Rixi: «Sono preoccupato per le opere liguri» / INTERVISTA

Genova - La rottura tra Lega e Cinquestelle è stata determinata dai troppi no, soprattutto sulle grandi opere. Ora Edoardo Rixi, responsabile delle Infrastrutture del Carroccio ed ex sottosegretario, è preoccupato: «Però amo la mia regione: spero che i liguri nel nuovo governo difendano il lavoro fatto»

Genova - La rottura tra Lega e Cinquestelle è stata determinata dai troppi no, soprattutto sulle grandi opere. Ora Edoardo Rixi, responsabile delle Infrastrutture del Carroccio ed ex sottosegretario, è preoccupato per la sua Liguria. «Però amo la mia regione: spero che i liguri nel nuovo governo difendano il lavoro fatto». Un passo indietro: che cosa è successo nel governo? «È successo quello che temevamo da aprile. I Cinquestelle sono assolutamente inaffidabili e hanno fatto negli ultimi mesi una politica del doppio forno. Fermavano tutti gli interventi, soprattutto le infrastrutture, come lo Sblocca-cantieri: Conte non ha mai fatto gli 86 decreti per farlo decollare, semplicemente perché aspettavano di fare il salto della quaglia».

E cosa accade adesso?
«Faremo l’opposizione. Anche Giancarlo Giorgetti l’ha ribadito: tutti si stupiscono per la scelta che abbiamo fatto, ma alla fine paga la coerenza. Se in questo Paese essere coerenti vuol dire andare all’opposizione, ci andremo. Non pensiamo assolutamente di sostenere in qualche modo un governo del genere né una manovra finanziaria che, era chiaro, i Cinquestelle stavano già studiando insieme al Partito democratico prima ancora della crisi di governo».

Quando si origina lo strappo?
«È accaduto tutto prima delle Europee, con due o tre episodi premonitori. Poi è arrivata l’elezione al parlamento europeo del presidente Pd e del vicepresidente 5S (David Sassoli e Fabio Massimo Castaldo, ndr), poi una serie di nomine di seconde e terze file di persone legate alla sinistra. O la commissione sui fatti di Bibbiano in Emilia Romagna, dove si sono messi d’accordo lasciando fuori le altre opposizioni».

È preoccupato per le infrastrutture nella sua regione?
«Io spero vengano approvati i decreti attuativi che non sono stati fatti al 30 di maggio, tra i quali c’era il commissariamento della ferrovia Genova-Ventimiglia e la nomina del commissario per nodo di Genova e Terzo Valico. È stato realizzato l’assetto legislativo ma ovviamente la nomina spetta al ministro e al presidente del Consiglio. Marco Rettighieri è stato indicato, la nomina non è mai stata ratificata. Al momento c’è ancora una situazione di stallo. Questi sono i due aspetti più importanti».

Poi ovviamente arriva la Gronda...
«È stato uno dei temi sui quali abbiamo dibattuto nel mese di luglio ed è stato anche uno dei no che ha portato alla rottura definitiva con i Cinquestelle: vediamo se ora con il Pd cambiano idea. Perché la mini-gronda è una sciocchezza totale, non solo rischia di inficiare il ribaltamento a mare di Fincantieri e di passare nelle aree ex-lva, ma poi il naturale proseguimento significa la distruzione della passeggiata di Pegli e 4 corsie sul liorale di Pra, che vuol dire disintegrare il Ponente genovese, perché è ovvio che qualsiasi bretella deve allacciarsi all’autostrada prima della A26».

L’elenco non è finito.
«C’è da fare la nuova diga del porto di Genova, sono contento che abbiamo rinnovato i commissari prima che cadesse l’esecutivo e che una serie di cose siano state messe in sicurezza. Mi auguro che se ci saranno dei liguri in questo governo si adoperino per realizzare queste opere e non per modificarle. Perché anche la Gronda è un progetto che era stato approvato con dibattito pubblico, uno dei pochi in Italia, partecipato. Aveva avuto l’appoggio da parte di tutti, erano già stati fatti gli espropri, io mi auguro che con il governo che arriva non ci sia il blocco totale delle opere come c’è stato negli ultimi quattro mesi».

I Cinquestelle vi hanno messo nel mirino anche per questo.
«È stato proprio il periodo in cui noi sottosegretari leghisti non eravamo più al ministero delle Infrastrutture. Quando Toninelli dà la colpa alla Lega non capisco cosa voglia dire».

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