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«Possiamo revocare tutte concessioni di Aspi»

Annone - L’indirizzo del MoVimento 5 Stelle è di procedere al ritiro di tutte le concessioni in mano ad Autostrade per l’Italia (Aspi). A dirlo il ministro dell Infrastrutture, Danilo Toninelli: «Ci sono tutte le condizioni per un grave inadempimento»

Annone - L’indirizzo del MoVimento 5 Stelle è di procedere al ritiro di tutte le concessioni in mano ad Autostrade per l’Italia (Aspi). A dirlo il ministro dell Infrastrutture, Danilo Toninelli: «Ci sono tutte le condizioni per un grave inadempimento sia per quanto riguarda gli obblighi giuridici di custodia del bene dato in concessione sia l’obbligo di restituzione - spiegato il ministro a margine dell’inaugurazione di un nuovo ponte ad Annone Brianza, vicino Lecco -. Ora apriremo un dibattito politico. Il Movimento 5 Stelle ritiene che essendo venuto meno totalmente il rapporto di fiducia nei confronti del concessionario questo debba portare ad una evidente revoca della concessione perchè le relazioni fanno capire come il modello manutentivo applicato al ponte Morandi a Genova sia lo stesso applicato su tutti i 3.000 chilometri (in concessione ad Aspi, ndr)», conclude Toninelli, indicando la volontà di procedere dunque alla revoca di tutta la rete.


AUTOSTRADE: «LO STATO HA L’OBBLIGO DELL’INDENNIZZO»...
«Autostrade per l’Italia dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione in relazione al procedimento in corso e di aver appreso solo da notizie di stampa dell’esistenza e dei contenuti della relazione della commissione ministeriale insediata presso il ministero dei Trasporti». Così fanno sapere dalla concessionaria autostradale, che contesta «il metodo di diffusione alla stampa in modo pilotato e parziale di stralci di questa relazione, prima ancora che essa sia resa nota alla controparte, come è richiesto dal procedimento amministrativo in essere. Da queste anticipazioni non sembrerebbe emergere alcun grave i adempimento agli obblighi di manutenzione ai sensi del contratto di concessione. Peraltro, la presunta violazione dell’obbligo di custodia, di cui all’art. 1177 del codice civile, costituirebbe un addebito erroneo e inapplicabile al caso di specie, trattandosi di una infrastruttura che sarà restituita allo Stato al termine della concessione, per effetto della sua ricostruzione affidata dal commissario per Genova e interamente finanziata da Asp. In merito ai riferimenti diffusi a mezzo stampa circa una ipotetica pericolosità di altre infrastrutture della rete - proseguono da Autostrade - ribadiamo con forza che la sicurezza della stessa è stata confermata anche da ulteriori verifiche fatte da primarie società terze». Aspi resta «fortemente impegnata a garantire i migliori parametri di sicurezza che hanno contribuito, dopo la privatizzazione, ad un sostanziale miglioramento dei livelli di sicurezza della circolazione». Poi sottolinea: «Per ristabilire un corretto quadro informativo, i termini della convenzione prevedono, nella denegata ipotesi di revoca, il pagamento di un cosiddetto indennizzo che corrisponde al giusto valore della concessione, secondo i criteri contrattualmente previsti. La sussistenza di tale obbligo di indennizzo, come riportato dalla stampa, è confermata anche dalla stessa relazione della commissione. Da ultimo si ricorda che sono ancora ignote le cause interne o esterne che hanno determinato la tragedia e l’accesso alla documentazione dei luoghi e dei fatti è ancora incompleto».


...MA PER TONINELLI LA CLAUSOLA È ILLEGITTIMA
Per Toninelli, la clausola delle concessioni autostradali in mano ad Autostrade per l’Italia che stabilisce come il gruppo abbia diritto a un indennizzo in caso di revoca «è illegittima e incostituzionale. Atlantia ha ricorso contro qualsiasi rigo, punto, virgola, qualsiasi atto del mio ministero. Decine sono i contenziosi aperti. Sono contenziosi aperti perché purtroppo i politici professionisti che hanno preceduto questo governo gli hanno dato un enorme potere. Il concessionario ha un potere enormemente superiore rispetto al potere dello Stato. Quando tu metti una clausola che dice che anche se lo Stato revoca in maniera legittima la concessione deve pagare da qui al 2038 tutti gli utili netti. Ma stiamo scherzando? È illegittima e incostituzionale, per noi questa clausola non esiste - spiega il ministro -. Penso che con calma, nelle prossime settimane costruiremo il percorso che chiude il procedimento amministrativo. Ci sarà un decreto mio e del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e si vedrà cosa si potrà fare, senza confusione».

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