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Alitalia, il salvataggio può rilanciare la Gronda genovese / IL RETROSCENA

Genova - Potrebbe essere il salvataggio di Alitalia la chiave per fare partire finalmente la Gronda autostradale di Genova

Genova - Potrebbe essere il salvataggio di Alitalia la chiave per fare partire finalmente la Gronda autostradale di Genova. Ma per evitare di trasformare il via libera all’infrastruttura in una débacle politica, il ministro Danilo Toninelli potrebbe imporre una nuova versione del progetto, più digeribile per il M5S, da sempre contrario al costoso passante autostradale genovese.

Per ora si tratta solo di retroscena che rimbalzano tra Genova e Roma ma fonti governative confermano che qualcosa si sta muovendo, nella partita complicata che vede il governo e Atlantia, la holding del gruppo Benetton, impegnati su due fronti: da un lato la ex compagnia di bandiera da salvare, dall’altro lo scontro sulle concessioni autostradali (nato dopo il crollo di Ponte Morandi a Genova) da ricomporre. La partita è interamente sul lato grillino dell’esecutivo: dopo che Toninelli ha spogliato delle deleghe il sottosegretario Siri, di Alitalia si occupano lui e Luigi Di Maio. Idem per le concessioni autostradali e l’autorizzazione finale per la Gronda, partita su cui il viceministro leghista e genovese Edoardo Rixi non mette becco, salvo sbottare come l’altro giorno: «Se fosse per me, i lavori della Gronda sarebbero già partiti». Frase che per il capogruppo Pd Giovanni Lunardon è «sconcertante: è il numero due del ministero».

Il quadro su Alitalia è questo: la trattativa con Atlantia c’è ed è stato lo stesso Toninelli ad ammetterlo, anche se si è affrettato a smentire che la vicenda sia collegata alla procedura di revoca della concessione ad Autostrade. L’ultima ipotesi sull’ingresso di Atlantia nel nuovo azionariato della compagnia aerea vede un impegno di circa 220 milioni, meno dei 300 di cui si parlava sino a ieri, dando alla holding un ruolo meno centrale, circa il 20%. La maggioranza resterebbe in mano a Ferrovie e Tesoro, con il socio di settore, ossia gli americani di Delta, al 15%.

Ma la vicenda è delicata, dal punto di vista politico: i Benetton, demonizzati dopo il Morandi, riciclati come salvatori della compagnia di bandiera? E per questo Di Maio vuole rimandare tutto a dopo le elezioni. Da parte di Atlantia, però, i dubbi sul valore industriale dell’operazione sono forti. Gli advisor sconsigliano di iniettare capitali in Alitalia. E allora la trattativa è sul piano politico: dopo mesi di scontro, per Atlantia è l’occasione di normalizzare i rapporti e anche di mettere la sordina alla possibilità di revoca della concessione, il vero spauracchio di Autostrade. Come fare? Una delle vie potrebbe essere proprio il via libera finale alla Gronda, (che si finanzia con un prolungamento della concessione sino al 2042) mantenendo sullo sfondo la possibilità di revoca.

L’opera vale quasi cinque miliardi di euro e non è un caso che Autostrade abbia ricordato, nel corposo dossier inviato al Mit in risposta alla procedura di revoca, come sia pronta ad investire nei prossimi anni e a partire con i lavori. Il progetto esecutivo era arrivato al ministero ad agosto. Poi, il disastro del Morandi e la posizione di muro contro muro hanno bloccato tutto. Prima si è parlato di un’analisi costi-benefici da fare, poi dell’impossibilità di partire con i lavori fino a quando il viadotto sul Polcevera non sarà ricostruito. Certo, se Toninelli desse il via libera all’opera, per di più fatta da Autostrade, per i grillini genovesi (compreso un certo Beppe Grillo) sarebbe un rospo difficilissimo da ingoiare. Ma c’è anche un’altra ipotesi, di compromesso: rispolverare la cosiddetta Gronda “bassa”: una modifica sostanziale al progetto, di cui verrebbe conservato il raddoppio della A7 nel tratto genovese e potenziato il collegamento urbano di ponente, cancellando il grande tunnel da Voltri alla Valpolcevera. Un cambiamento meno impattante e costoso, “potabile” per una parte del M5S, ma che imporrebbe nuove valutazioni ambientali e revisioni del progetto, quando già erano partiti gli espropri agli interferiti per il tracciato approvato.

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