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Il ministero dell’Economia in soccorso di Piaggio / IL RETROSCENA

Genova - È un problema politico, e non tecnico, lo stato di asfissia in cui è stata gettata Piaggio Aerospace, società aeronautica rimasta a secco di ordini e di liquidità, per la quale il commissario Vincenzo Nicastro ha attivato la cassa integrazione a partire da maggio

Genova - È un problema politico, e non tecnico, lo stato di asfissia in cui è stata gettata Piaggio Aerospace, società aeronautica rimasta a secco di ordini e di liquidità, per la quale il commissario Vincenzo Nicastro ha attivato la cassa integrazione a partire da maggio. Dei 1.117 lavoratori distribuiti tra Villanova d’Albenga e Genova, oltre mille rischiano la Cig nonostante lo scorso 26 febbraio il sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa abbia annunciato l’intenzione di finanziare con 250 milioni la certificazione e l’acquisto di quattro sistemi droni P1HH, velivoli a pilotaggio remoto utilizzabili - secondo il Mise - in versione dual use, cioè per attività civili o militari. La misura del Mise è sbarcata in Parlamento e lì è implosa: per la discussione di merito mancava lo schema di stanziamento dei fondi (cifre anno per anno) che ancora non è arrivato e forse mai arriverà.

L’intoppo però non è tecnico. Fonti Mef del Secolo XIX-the MediTelegraph spiegano infatti che «per quanto riguarda il ministero dell’Economia nulla osta allo stanziamento dei 250 milioni sul progetto Piaggio Aerospace e anche il fondo individuato è tecnicamente adeguato e capiente per tali investimenti. Bisogna solo decidere - sottolinea la fonte di questo giornale - di stanziare le risorse. E si tratta di una decisione politica, in capo a Mise e Difesa».

Malgrado i due dicasteri siano guidati da compagni di partito - i pentastellati Luigi Di Maio ed Elisabetta Trenta - la loro visione strategica su Piaggio evidentemente non coincide. A febbraio il Mise ha ritenuto di annunciare lo stanziamento (mai attuato) di 250 milioni per l’acquisto dei droni P1HH. Ora dalla Difesa viene spiegato che «gli stessi soldi è preferibile siano investititi sul P180, un intervento più efficace».

«Il ministro Trenta - spiega una fonte - ritiene più consono l’investimento sul P180 perché è un prodotto già collaudato e pronto per essere messo in produzione immediatamente, capace quindi di generare maggiore occupazione. Il P1HH fornirebbe lavoro ingegneristico, ma non per lo stabilimento». La posizione del ministro della Difesa si allinea a quella del sindacato, che ha sempre sostenuto la forza occupazionale del P180 rispetto al drone (un programma che viaggia su scala europea e che non può prescindere da un coinvolgimento di Leonardo).

In sintesi, una parte del governo avrebbe cambiato rotta su Piaggio: non più droni per aiutare l’azienda, bensì P180. Per ora la sola certezza è che su entrambi si è fermi alle dichiarazioni d’intenti: né il drone né il P180 sono stati finanziati con un euro.

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