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Alitalia, caccia aperta a nuovi soci. Si ripensa a Fincantieri

Roma - Il lavoro sulla composizione della della newco per la nuova Alitalia è stato complicato negli ultimi giorni dall’uscita di scena di EasyJet.

Roma - Prosegue la caccia di Fs e Delta ai possibili soci da coinvolgere nella newco per Alitalia. Ma dai diretti interessati piovono smentite: dopo Poste e Leonardo, il presidente delle Fondazioni Giuseppe Guzzetti ribadisce il “no” di Cdp, definendo l’investimento «pericoloso». Dal Governo però trapela ottimismo, con il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli che indica un dossier in «dirittura d’arrivo». Mentre i lavoratori si preparano ad altri sei mesi di cassa integrazione straordinaria: aziende e sindacati sono ancora a lavoro per trovare un accordo.

Il lavoro sulla composizione della della newco per la nuova Alitalia è stato complicato negli ultimi giorni dall’uscita di scena di EasyJet: il quadro definito finora (con Fs al 30%, il Tesoro al 15% e Delta al 10-15%) lascia scoperto un 40-45% per il quale si cercano candidati. Sul fronte italiano la ricerca è concentrata sulle partecipate pubbliche, con indiscrezioni che vanno da Fincantieri a Cdp, da Poste a Leonardo. Ma è circolato anche il nome di Atlantia, la holding che controlla Aeroporti di Roma. Hanno smentito un coinvolgimento sia Leonardo sia Poste. E oggi il presidente dell’Acri Guzzetti ribadisce la posizione contraria per Cdp: «Gli amministratori di Cdp con il pieno nostro consenso si sono rifiutati di intervenire», ha detto. Sul fronte estero, invece, potrebbe concretizzarsi la carta China Eastern: il ceo della compagnia Usa, Ed Bastian, secondo indiscrezioni, si sarebbe recato nei giorni scorsi in Cina per sondare il management della compagnia cinese (di cui Delta ha una quota di minoranza) su un possibile investimento nella compagnia italiana.

Intanto le Fs guardano all’orizzonte di Pasqua per presentare il Piano industriale per Alitalia. «Siamo in dirittura d’arrivo», assicura Toninelli, senza commentare invece l’ipotesi di un coinvolgimento di China Eastern: «Non parlo di Alitalia», «è gestita molto bene dal vicepremier Di Maio», spiega il ministro, ribadendo l’obiettivo del Governo di rilanciare e non semplicemente salvare la compagnia. Intanto Azienda e sindacati cercano di chiudere su una nuova proroga per la Cigs dei lavoratori. L’incontro, iniziato in mattinata al ministero del lavoro, è proseguito per tutta la giornata. La richiesta dei commissari è di una nuova cassa per 1.010 dipendenti ma i sindacati stanno cercando di ridurre il più possibile i numeri della cigs e di implementare le misure per la riqualificazione e il ricollocamento dei lavoratori in Cig a zero ore. I numeri della nuova cassa sono comunque in riduzione rispetto ai 1.360 di quella attuale che scade nelle prossime ore. La nuova proroga scatterebbe da subito e durerebbe fino al 23 settembre.

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