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In Italia 600 cantieri fermi, valgono 36 miliardi

Roma - Le opere bloccate tra piccoli e grandi cantieri sono oltre 600, per un valore di 36 miliardi, che diventano 125 calcolando le ricadute sull’intero sistema economico nazionale. È quanto si legge in uno studio della Filca Cisl

Roma - Le opere bloccate tra piccoli e grandi cantieri sono oltre 600, per un valore di 36 miliardi, che diventano 125 calcolando le ricadute sull’intero sistema economico nazionale. È quanto si legge in uno studio della Filca Cisl.

Tra i casi più eclatanti di cantieri mai avviati o bloccati ci sono la Tav, il nodo ferroviario di Firenze, la Statale 106, la Gronda di Genova, l’Agrigento-Palermo, la Sassari-Olbia e poi ospedali, manutenzione di scuole, ponti, viadotti, strade, e la messa in sicurezza del territorio.Se ripartissero tutti i cantieri fermi l’impatto sull’occupazione sarebbe di circa 350 mila posti di lavoro.

Lo calcola la Filca-Cisl, prendendo in considerazione 600 opere bloccate in Italia e ricordando che il settore delle costruzioni dall’inizio della crisi ad oggi ha perso 620mila posti di lavoro. Nello stesso periodo sono «scomparse» 120 mila aziende.

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