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Ponti: «Per noi la Tav non va fatta»

Roma - «Noi non crediamo che la decisione debba seguire per forza l’analisi costi-benefici, che è solo uno strumento di comprensione. La decisione è politica. Come sempre». Lo dice Marco Ponti, il professore No Tav capo della commissione per l’analisi costi-benefici del governo sulla Tav.

Roma - «Noi non crediamo che la decisione debba seguire per forza l’analisi costi-benefici, che è solo uno strumento di comprensione. La decisione è politica. Come sempre». Lo dice Marco Ponti, il professore No Tav capo della commissione per l’analisi costi-benefici del governo sulla Tav: «Noi misuriamo gli effetti positivi e negativi di quella spesa, noi non abbiamo punti di vista. Noi abbiamo numeri. Altrimenti saremmo dei cialtroni. Conta la competenza, non la terzietà», dice l’esperto che in passato - ammette - aveva ritenuto che i «numeri erano meno negativi e buttavano via meno soldi pubblici», mentre oggi «ci sono meno soldi. Lei provi a pensare quanti migranti si possono salvare o quanti posti di lavoro si possono creare, con i denari della Tav». Quanto conterà il vostro studio? «Sul Terzo valico noi abbiamo dato parere negativo, ed è un’opera costruita al 37%, a differenza della Tav che è solo agli inizi. Ma il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ci ha smentito».

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