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Biasotti trova il socio in Piemonte

Genova - La voce era rotta dall’emozione: quando Sandro Biasotti annuncia di aver ceduto il 40% della propria azienda davanti a quello che rimane del bel mondo genovese e agli stati maggiori politici ed industriali del Nord Ovest

Genova - La voce era rotta dall’emozione: quando Sandro Biasotti annuncia di aver ceduto il 40% della propria azienda davanti a quello che rimane del bel mondo genovese e agli stati maggiori politici ed industriali del Nord Ovest, è come se fosse finita una fase, quella della sua prima vita quando era un “semplice” imprenditore. Oggi è soprattutto senatore, dopo essere stato governatore della Liguria e deputato. E azionista del gruppo che ha fondato. Ma ripensare a come l’avventura è iniziata, mentre lì accanto ascoltava anche il figlio Paolo, commuove persino “Sandro il retore”: «Tutto è partito da qui vicino, da Sampierdarena. Con i camion che abbiamo poi ceduto a Spinelli» ricorda il senatore di Forza Italia. Poi le auto, quelle premium e adesso l’aggregazione: «Con queste condizioni di mercato, per crescere, una fusione è necessaria: bisogna fare economia di scala». E ieri nell’autosalone extralusso incastrato tra la sopraelevata e l’elicoidale, c’era anche il nuovo socio, Marco Utili. Storia simile la sua, quella di una famiglia che è nel settore automotive dagli anni Venti e che ha saputo riprendersi «dalla grande crisi del 2012 grazie all’innovazione» e che presto aprirà una nuova sede ad Alba ed entro un anno anche a Torino. Utili controlla il 40% del nuovo gruppo, è entrato con il marchio biAuto in un progetto di fusione che si consoliderà nel prossimo triennio. Biasotti ha la maggioranza, ma la gestione è affidata Utili che sarà amministratore delegato. I prodotti sono tutti premium: Bmw, Mini, Jaguar, Land Rover, Mercedes, Smart e Volkswagen sono le marche trattate dai due concessionari.

IL POLO DEL NORD OVEST

Già dal 2019 il fatturato complessivo del gruppo arriverà a 400 milioni «ma l’obiettivo, alla portata, è arrivare a 500 milioni in breve tempo, entro il 2022» annuncia Biasotti. I numeri prevedono un incremento tra il 7 e il 10% e sono in linea con il trend storico: dal 2012 il solo gruppo Biasotti ha raddoppiato, arrivando a 200 milioni di fatturato che sono la previsione di quest’anno. Il socio biAuto conta di chiudere a 184 milioni e prevede investimenti consistenti sul fronte della digitalizzazione. E i dipendenti crescono: Biasotti arriva a dare lavoro a 268 persone, il gruppo Utili a 196, ma insieme, contando anche l’indotto arriveranno a 650 lavoratori. La massa critica serve anche per superare le diverse sfide del settore: «Pensate agli investimenti, anche immobiliari, che nel nostro settore sono rilevanti» dice Utili, mentre Biasotti sottolinea la grande innovazione tecnologica del mercato la «rivoluzione elettrica» e quelle della guida assistita o addirittura autonoma.

IL TERRITORIO

C’erano Piemonte e Liguria ieri alla presentazione. C’erano gli imprenditori - anche il numero uno di Confindustria Vincenzo Boccia - e le grandi famiglie genovesi rimaste: Messina e Spinelli, tra gli altri. C’era Banca Carige con il presidente Pietro Modiano e i vertici politici delle due regioni: Sergio Chiamparino, governatore piemontese e Giovanni Toti, compagno di partito di Biasotti, mattatore dell’evento. Anche il sindaco Bucci ha salutato la nascita del gruppo. Erano quasi tutti alla vicina assemblea degli industriali, dove era stato lanciato il patto del Nord Ovest: Biasotti è stato il primo a metterlo in pratica.

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