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Alitalia-Ferrovie, l’esame entra nel vivo / FOCUS

Roma - Da qualche giorno le Fs hanno iniziato l’esame dei conti della compagnia e avrebbero scelto come advisor Mediobanca.

Roma - Entra nel vivo l’esame avviato dalle Ferrovie dello Stato sul dossier Alitalia. Dopo aver presentato venerdì una manifestazione di interesse non vincolante, che ha permesso l’accesso alla data room, l’amministratore delegato della società ferroviaria, Gianfranco Battisti, ha incontrato i commissari straordinari per fare il punto sulla situazione. E in attesa che dal Ministero dell’economia arrivi l’avvallo al progetto di una newco con Tesoro e Fs, il titolare dei Trasporti Danilo Toninelli conferma l’obiettivo di chiudere (e «bene», assicura) la partita rispettando il termine di fine ottobre. I commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, che per tutta la mattinata e fino al primo pomeriggio sono stati al lavoro presso un importante studio legale che assiste la compagnia, hanno avuto anche un primo incontro tecnico con l’a.d. di Fs, che in mattinata non si è presentato ad un evento pubblico dove era atteso nella sede della società, aggiungendo evidenza ad un’indiscrezione di stampa che annunciava l’incontro per oggi (il presidente del Gruppo Gianluigi Castelli si è limitato a dire: «Non ho il controllo dell’agenda dell’a.d.»).

Da qualche giorno le Fs hanno iniziato l’esame dei conti della compagnia e avrebbero scelto come advisor Mediobanca, che però non ha ancora un mandato ufficiale. Sul tavolo dell’incontro, l’operazione annunciata dal ministro dello sviluppo Luigi Di Maio, che ha auspicato l’intervento «finanziario» delle Fs nella newco dotata di almeno 2 miliardi con il Tesoro (al 15% circa) e un partner industriale internazionale (si lavora su Delta e EasyJet, si parla di China Eastern e non sarebbe tramontata del tutto Lufthansa). Sul dossier ci sono però diversi nodi da sciogliere, a partire dalla composizione della newco (soprattutto se il partner internazionale arriverà subito, oppure - come sembra - in un secondo tempo), da cui dipende l’intervento finanziario dei singoli soggetti; fino alla fattibilità della conversione in equity di una parte dei 900 milioni del prestito ponte, su cui già è aperto il faro dell’Ue.

Su tutto il progetto si attende anche che si pronunci il titolare del Tesoro Giovanni Tria (che ha parlato solo venerdì da Bali, gelando gli annunci del collega Di Maio), cui avrebbe chiesto il via libera la stessa Fs, di cui il Tesoro è azionista unico. L’altra società controllata dal Mef tirata in ballo per l’operazione, Cdp (cui Di Maio vorrebbe far finanziare il rinnovo della flotta), al momento non ha ufficialmente sul tavolo nessuna richiesta di intervento. A rassicurare sull’operazione è intanto il ministro dei trasporti Toninelli: «le migliaia di dipendenti devono stare tranquilli e fiduciosi che sarà un vettore nazionale che rilancerà il turismo». Restano vigili i sindacati, con la Uilt che promette di dare battaglia a chiunque voglia fare offerte per ridimensionare la compagnia. I lavoratori guardano con attesa all’incontro di venerdì al Ministero del lavoro per il rinnovo della cigs: l’azienda ha chiesto nuova cassa fino al 23 marzo 2019 per 1.570 dipendenti, numero che i sindacati puntano a ridurre.

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