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Decreto Genova, Aspi diventa «responsabile dell’evento»

Genova - Il radar della politica situa il “decreto Genova” tra gli uffici del ministero dell’Economia e quelli della Ragioneria dello Stato. I conti delle coperture,dopo l’impasse legislativo, sono l’ultimo scoglio da superare e i due partiti di governo non escludono sorprese in negativo

Genova - Il radar della politica situa il “decreto Genova” tra gli uffici del ministero dell’Economia e quelli della Ragioneria dello Stato. I conti delle coperture,dopo l’impasse legislativo, sono l’ultimo scoglio da superare e i due partiti di governo, visti i rapporti già tesi con il ministero di Giovanni Tria, non escludono sorprese in negativo. Il premier e i due vicepremier si espongono per l’ultimo rinvio: «Domani (oggi per chi legge) sarà al Quirinale». Andare oltre sarebbe rischioso: le opposizioni rumoreggiano, il governatore Giovanni Toti non nasconde la sua perplessità: «Bisognerebbe chiedere ai grillini perché nominare un commissario da 200mila euro quando Bucci l’avrebbe fatto gratis. Tutte queste ipotesi su un decreto di cui non c’è ancora traccia sono una cosa inquietante». E il sindaco di Genova ragiona sui ritardi che si accumulano: «Se ci dessero l’ok, il primo ottobre noi potremmo partire». Ma nell’incontro del pomeriggio (sull’Ilva) tra il governatore, il sindaco e Di Maio il tema non è stato affrontato, a conferma delle tensioni tra gli enti locali e il M5S.

CONTE E DI MAIO: È IN ARRIVO
Mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, era a Genova al Salone nautico, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dettato l’ultimo rinvio: «Domani (oggi per chi legge) sarà sul tavolo di Mattarella» e anche il vice primo ministro Matteo Salvini ha ribadito l’ordine delle priorità: «Manderemo al Quirinale il decreto Sicurezza un’ora dopo quello su Genova». Nel pomeriggio, anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, a Genova per l’incontro su Ilva, confermava la data. Aggiungendo poi che «farà anche giustizia, perché ci sono dei responsabili, si chiamano Autostrade e gli faremo solo mettere i soldi. Credo che la comunità intenzionale apprezzi che non lo facciamo ricostruire a chi lo ha fatto crollare». Nella bozza di decreto si indica Autostrade come “responsabile dell’evento” e pertanto destinata a pagare. «Il commissario - ha aggiunto Di Maio - avrà i poteri per fare subito tutto, non nel sistema di leggi che avrebbe ritardato moltissimo. Deciderà il commissario, secondo me il ponte deve essere ricostruito da un’azienda di Stato». Parole che riflettono il testo delle bozze circolanti sino a ieri. ma la questione è più complessa: se Autostrade non avrà la direzione dei lavori, potrebbe rientrare in un’associazione temporanea di imprese.

L’EUROPA: I RITARDI? SONO DI ROMA
Il decreto, infatti, rimanda al commissario la scelta sui realizzatori dell’opera e concede ampi poteri per evitare la gara e arrivare ad un affidamento diretto. Il problema di fondo è che Autostrade, in quanto (tuttora) concessionario potrebbe già partire con la progettazione e i lavori. Mentre il commissario, per escludere Autostrade, dovrebbe ricorrere ad una gara o quantomeno ad una procedura comparativa con più di un candidato, ai sensi delle norme europee. Ma ieri da Bruxelles la Commissione ha respinto le accuse di aver posto ostacoli: la legislazione europea prevede «procedure d’urgenza» per casi come quello del Morandi: «c’è flessibilità nelle regole in caso di emergenza». Ma l’esecutivo non ha avuto più contatti dopo una riunione del 13 settembre.

ITALFERR E IL PONTE DI TONINELLI
Rispetto alle aziende che potrebbero subentrare ad Autostrade nella progettazione del ponte, ieri una nota del gruppo Ferrovie dello Stato ha riportato in auge la candidatura di Italferr: «In ragione della mission aziendale Italferr potrà mettere a disposizione le proprie conoscenze tecniche, nella progettazione e nella direzione e supervisione (...) dei lavori del nuovo ponte autostradale di Genova». Il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli è furioso con i tecnici Mef: «Stanno rallentando apposta ogni passaggio», dice ai suoi. E in serata su Facebook critica come «qualche ignorante» chi ha fatto ironia sulla sua idea di un ponte «multifunzionale» e fa l’esempio del ponte di Galata a Istanbul (nel centro storico): «Non voglio sponsorizzare nessun progetto specifico per Genova. Ripensare le opere pubbliche - scrive il ministro - significa abbattere il più possibile il loro impatto ambientale». E sui candidati al ruolo di commissario, su cui Lega e M5S non hanno ancora un accordo, sarebbe già uscito di scena Rodolfo De Dominicis, presidente di Uirnet, circolato nelle ultime ore.

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