SERVICES

L’Economist all’attacco delle strutture di cemento

Genova - «Ponte vecchio». Si intitola così un commento pubblicato oggi dall’Economist che punta il dito sul «decadimento» di molte infrastrutture realizzate in Italia negli ultimi decenni.

Genova - «Ponte vecchio». Si intitola così un commento pubblicato oggi dall’Economist che punta il dito sul «decadimento» di molte infrastrutture realizzate in Italia negli ultimi decenni come possibile causa della tragedia del Ponte Morandi a Genova. Ma non senza allargare il discorso alla tenuta a medio termine dei ponti di cemento armato in genere e riproporre in un secondo articolo l’allarme anche per altri Paesi. Il settimanale scrive che progetti identici a quello del Ponte Morandi furono realizzati dallo stesso ingegner Riccardo Morandi in Venezuela e in Libia. E nota che tutti e tre hanno fatto una brutta fine: quello di Genova è in parte collassato questa settimana, quello venezuelano «crollò dopo essere stato urtato da una nave» e quello libico «è stato chiuso l’anno scorso in seguito alle crepe rilevate» da un’ispezione. Di qui l’allarme strutturale su questo tipo di opere, a cui - sempre secondo l’Economist - vanno aggiunti i dubbi e le denunce specificatamente italiani su mancati controlli e manutenzione. Il settimanale britannico critica invece - al pari di un editoriale di ieri dell’Independent e di uno di oggi del Times di Rupert Murdoch - la reazione immediata del governo Conte e dei ministri Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli: contestando in particolare le accuse all’Ue.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››