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Dogane, la Lombardia vuole l’Agenzia europea

Milano - Alsea: «Così eviteremo il dumping del Nord».

Milano - «Auspichiamo che si crei al più presto un’Agenzia doganale europea, con standard comuni e una banca dati condivisa in modo da disinnescare pratiche anticoncorrenziali come quelle sui controlli su tessili e abbigliamento che ha portato ad un calo dei volumi delle merci movimentate in Italia»: lo ha detto Betty Schiavoni, presidente degli spedizionieri lombardi di Alsea, all’assemblea pubblica dell’associazione che si è riunita ieri a Milano. Il problema non riguarda soltanto il settore tessile. Nel corso dell’assemblea anche una grossa impresa italiana di design ha segnalato che gli importatori di acciaio preferiscono i porti del Nord Europa rispetto a quelli italiani per la diversa interpretazione delle regole. Conferma Schiavoni: «In Italia si paga di più e ci sono maggiori controlli, nonostante il nuovo codice doganale europeo ci porti verso una maggiore armonizzazione. Il codice prevede che qualsiasi operatore doganale possa operare ovunque nell’Ue, è naturale che si vada verso l’Agenzia europea, una proposta già presentata da Confetra e rilanciata recentemente anche dal direttore dell’Agenzia delle dogane, Giovanni Kessler».

Intanto gli spedizionieri sollecitano il ministero dei Trasporti a portare a termine la realizzazione dello sportello unico doganale, rimasta nel cassetto da più di un anno pur essendo previsto dalla riforma della governance portuale.

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