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«Aeroporto, il rilancio può avvenire» / INTERVISTA

Genova - Signorini: «Per Genova un manager che ha esperienza in scali di questo tipo». Il presidente dell’Autorità portuale, socio di controllo: «Da definire alcuni equilibri».

Genova - Il manager lo ha individuato. Sull’esito della mediazione e degli approfondimenti in corso si dice ottimista. Nella giornata dell’assemblea degli azionisti del Colombo, in questa intervista al Secolo XIX Paolo Signorini, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, racconta i progetti del socio di controllo dell’aeroporto di Genova.

Com’è andata l’assemblea degli azionisti?

«Bene. Abbiamo approvato e motivato il modello del cda a 5componenti, che è consono a una società con tre soci. Ma abbiamo rimandato a mercoledì 26 le nomine e compensi degli amministratori perché stiamo ancora definendo con i soci, Regione e Comune alcuni equilibri gestionali».

Come socio di controllo, l’Authority ha individuato il manager per il Colombo?

«Abbiamo individuato la candidatura adatta alle esigenze di Genova in base a una rosa di profili selezionati. Stiamo definendo i dettagli, che sono figli degli approfondimenti che ci hanno fatto rimandare al 26: la materia è investita dalla riforma Madia che riguarda anche i compensi, fondamentali per fare una proposta al manager».

Chi è il manager?

«Preferisco avere il contenuto economico, prima di fare nomi».

Profilo?

«Ha una consolidata esperienza nel rafforzamento della posizione competitiva di scali tipo il Colombo. Ho puntato su un profilo che ha avuto ottimi risultati in aeroporti di scala strategica macro regionale come, appunto, Genova».

Punti di forza?

«È una persona che è stata protagonista del rilancio di uno dei principali scali italiani all’epoca paragonabile al Colombo. Ha esperienza di gestione con operatori internazionali e avuto esperienze in diversi aeroporti italiani».

Sarà ad o dg?

«L’Authority punta a farlo entrare come ad, ma entrambe le figure sono adatte ed entrambe soggette a verifiche».

Paolo Odone e Gianni Vassallo sono candidature condivise per il cda?

«Finora i nomi fatti da soci e istituzioni sono questi due. Il cda deve accogliere diverse vocazioni, altrimenti l’aeroporto non sarebbe l’asset territoriale che è. Authority e Adr hanno una visione più tecnica, candideremo profili più tecnici. Sarà un cda completo».

Genova da un anno e mezzo perde passeggeri. Perchè?

«Genova è servita da un bacino naturale di popolazione non adeguato a mantenere un aeroporto autonomo: la Liguria ha 1,5 milioni di abitanti, a fronte di un bacino che dovrebbe essere di 3 milioni. E siamo circondati da 4 aeroporti forti come Nizza, Torino e Milano, Pisa. Ma si possono fare ragionamenti interessanti sul fronte turistico e sanitario. Si può avere una crescita sul cargo e sull’aviazione generale. Ci sono nicchie dove si può crescere. Ma land site e aerostazione vanno riqualificati, perché davvero non sono all’altezza della città».

La privatizzazione è ancora un obiettivo?

«Penso che sia inappropriato che l’Authority sia proprietaria di un aeroporto, ma oggi non ci sono le condizioni per privatizzare. La flessione delle quote di mercato e la vicinanza di competitor forti richiedono, anzitutto, di trovare una strategia che giustifichi l’interesse di investitori privati su Genova, che resta una piazza con punti di forza geografica ed economica».

Se la soluzione del manager per il rilancio dovesse per qualche ragione naufragare, lei cosa farà?

«Insieme agli altri soci, alla Regione e al Comune cercherò di rafforzare il più possibile il cda. Ma è talmente ovvio che l’aeroporto debba avere una guida manageriale adeguata, che sono convinto che tutti i problemi saranno superati».

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