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Quando la prima locomotiva arrivò al Brennero / LA STORIA

Bolzano - È il 25 luglio del 1867, quando il primo treno raggiunge il valico a 1.372 metri di quota. La linea ferroviaria, fra le prime a varcare le Alpi, desta scalpore perché considerata un capolavoro ingegneristico.

Bolzano - Da una locomotiva a vapore esce una grande nuvola di fumo che s’innalza nella stretta gola del passo del Brennero. È il 25 luglio del 1867, quando il primo treno raggiunge il valico a 1.372 metri di quota. La linea ferroviaria, fra le prime a varcare le Alpi, desta scalpore perché considerata un capolavoro ingegneristico. In questo secolo e mezzo il Brennero si è confermato uno dei passaggi alpini più importanti. Il 150/o anniversario di questo capolavoro ingegneristico è stato ricordato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’incontro con il suo omologo austriaco Alexander Van der Bellen, domenica a Merano.

Il progetto, all’epoca rivoluzionario e considerato non realizzabile, fu firmato dall’ingegnere Carl von Etzel, che ideò per l’Impero austro-ungarico numerose altre opere ferroviarie, come raccontano Angela Jursitzka e Helmut Pawelka nel libro «Carl von Etzel. Ein Leben fuer die Eisenbahn» (Tyrolia, 2017). L’opera doveva collegare Vienna con la pianura padana per garantire il veloce trasporto su rotaia di merci, persone e soprattutto soldati. Il viaggio da Innsbruck a Bolzano con una carrozza trainata da cavalli all’epoca durava 15 ore. Furono innumerevoli le difficoltà tecniche durante la realizzazione della linea.

Per superare il dislivello su entrambi i lati si realizzarono addirittura le prime gallerie al mondo in curva. Oltre 11.000 operai scavavano nella roccia quasi esclusivamente a mano, con piccozza e pala. Al Brennero fu comunque anche sperimentato l’utilizzo di esplosivo. Purtroppo Carl von Etzel non vide mai transitare un treno su quello che fu il suo capolavoro. L’ingegnere morì due anni prima dell’inaugurazione, per l’ironia della sorte proprio su un treno nei pressi di Ybbs, in Austria. Al valico un monumento ricorda ancora oggi il “padre” della Brennerbahn. La linea del Brennero - come le mega opere di oggi - non fu solo applaudita ma anche contestata. Il giornale Bote fuer Tirol lanciò l’allarme per lo spreco del già scarso terreno agricolo nella stretta valle di montagna e temeva per il futuro dei cocchieri, carrai e fabbri, per non parlare delle osterie, che all’epoca furono 22 solo a Vipiteno. La linea ferroviaria è tuttora in funzione, mentre si costruisce un tunnel del Brennero che sarà lungo 36 chilometri, «progetto che unisce e rafforza la libera circolazione in Europa», come ha detto a Merano il presidente Mattarella.

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