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Taranto, ArcelorMittal ha fermato lo scarico delle materie prime

Taranto - Lo stop sarebbe già avvenuto da venerdì e si collega con la decisione dell’azienda, confermata anche dai sindacati, di fermare una delle due linee di agglomerazione del siderurgico.

Taranto - ArcelorMittal ha fermato lo scarico delle materie prime necessarie alla produzione alla banchina del molo polisettoriale del porto di Taranto. Lo apprende l’Agi da fonti dell’Autorità di sistema portuale di Taranto (Mar Ionio). Lo stop sarebbe già avvenuto da venerdì e si collega con la decisione dell’azienda, confermata anche dai sindacati, di fermare una delle due linee di agglomerazione del siderurgico. L’agglomerato è infatti l’impianto dove le materie prime, una volta sbarcate dalle navi e stoccate nei parchi minerali, vengono preparate per la carica negli altiforni da cui poi esce la ghisa, successivamente trasformata in acciaio nelle acciaierie.

Con lo stop all’approvvigionamento delle materie prime, vuol dire che ArcelorMittal- in assenza di altri approdi - andrà avanti sin quando sarà possibile con ciò che è già stoccato nei parchi minerali. ArcelorMittal stava usando il molo polisettoriale del porto da dopo la metà di luglio essendo sequestrato il quarto sporgente portuale della fabbrica, che è appunto il molo dove avveniva lo sbarco dei minerali. Il sequestro è scattato dopo la tragedia del 10 luglio sullo stesso sporgente quando una tromba d’aria ha fatto crollare in mare una delle gru provocando anche la morte del gruista che vi operava, Cosimo Massaro, dipendente ArcelorMittal. Da allora, per sopperire alla criticità rappresentata dall’assenza del quarto sporgente, ArcelorMittal ha dovuto fare ricorsi a moli esterni al siderurgico: prima il molo polisettoriale del porto di Taranto, poi un banchina del porto di Brindisi. In entrambi i casi, ArcelorMittal si è servita di imprese esterne.

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