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Genova, Signorini benedice il terminal Costa: «Ma senza contenziosi tra privati»

Genova - Il presidente del porto di Genova dà il via libera al progetto per la realizzazione di un terminal passeggeri di Costa Crociere e l’ampliamento dell’area delle Riparazioni navali.

Genova - Il presidente del porto di Genova dà il via libera al progetto per la realizzazione di un terminal passeggeri di Costa Crociere e l’ampliamento dell’area delle Riparazioni navali. Il piano, come anticipato da Il Secolo XIX, prevede un investimento di 60 milioni di euro da parte di Palazzo San Giorgio per effettuare riempimenti a mare per recuperare 40 mila metri quadrati a favore delle aziende che operano nella zona delle riparazioni, in primis il cantiere San Giorgio del Porto, così da liberare circa 35 mila metri quadrati a terra - tra Calata Gadda e Calata Boccardo - da affidare a Costa per la realizzazione di un proprio terminal crociere: «Abbiamo già discusso di questa possibilità - dice Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale - e credo che il piano possa essere positivo per lo sviluppo non solo del porto ma dell’intera città. Il progetto - aggiunge - è condiviso anche da Regione Liguria e Comune di Genova: il settore delle crociere è in forte crescita e Costa vorrebbe un proprio terminal in porto. Allo stesso tempo, il piano consentirebbe di dare nuove prospettive al business delle riparazioni navali».

Gli spazi nei quali potrebbe sorgere la nuova stazione passeggeri sono, al momento, utilizzati da alcune aziende che operano nel settore delle riparazioni e dovrebbero lasciare spazio a Costa Crociere. Tra le imprese coinvolte c’è soprattutto San Giorgio del Porto che accetterebbe di cedere parte delle proprie aree per poi recuperarle a poca distanza anche in virtù degli ottimi rapporti tra il cantiere genovese e Costa: buona parte dei lavori di restyling realizzati sulle navi della compagnia vengono fatti nel cantiere ligure e la realtà guidata dall’imprenditore Ferdinando Garrè ha fatto entrare Costa nella società che fa capo a San Giorgio del Porto e gestisce i bacini navali di Marsiglia.
«Questo progetto - sottolinea Signorini - potrà essere realizzato solamente se ci sarà coesione da parte dei privati. Tutti dovranno essere d’accordo, sedersi attorno a un tavolo e dialogare. Altrimenti non potremo fare nulla». Il rischio concreto è quello che qualcuna delle imprese che opera nell’area in cui dovrebbe sorgere il nuovo terminal possa rifiutare un eventuale trasferimento: il piano, infatti, è già stato condiviso da Costa e San Giorgio del Porto che hanno chiesto pure all’architetto Renzo Piano di lavorare al progetto ma una possibile resistenza potrebbe arrivare da altre aziende. «Questa idea - dice Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova - renderebbe possibile uno sviluppo delle riparazioni navali, una ottimizzazione delle aree e contemporaneamente la creazione di un terminal per Costa. Per il porto si tratterebbe di una crescita che mi auguro possa interessare anche le strutture di carenaggio della società Ente Bacini». —

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