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Vado Ligure cambia volto, in attesa della nuova piattaforma

Savona - Cambia l’economia, si trasforma anche il paesaggio di Vado. Negli ultimi anni la cittadina industriale ha visto scomparire molte aziende, alcune fortemente inquinanti con produzioni del secolo scorso.

Savona - Cambia l’economia, si trasforma anche il paesaggio di Vado. Negli ultimi anni la cittadina industriale ha visto scomparire molte aziende, alcune fortemente inquinanti con produzioni del secolo scorso, poi sono arrivate anche la crisi economica e quella di Tirreno Power, che ha portato all’abbandono del carbone, alla demolizione del pontile del Tri e, soprattutto, di una delle due ciminiere bianche e rosse della centrale termoelettrica, che erano il simbolo del panorama vadese. E ora sta per scomparire definitivamente anche l’ultimo retaggio del ciclo del carbone, mentre la Provincia cerca di accelerare i tempi per la ristrutturazione della superstrada, anche perché la piattaforma “Vado Gateway” di Apm-Maersk è in via di completamento e attende la prima nave a metà dicembre.

Manca un tassello, quello del futuro casello autostradale di Bossarino, che sembra destinato a rappresentare un capitolo più avanti nel tempo. Ad avere i giorni contati, invece, è l’ultimo tratto del nastro trasportatore, l’enorme “tubo” verde-azzurro che attraversava l’abitato di Vado, dentro al quale il combustibile veniva trasportato dallo scalo portuale fino ai depositi della centrale. «Faceva parte del nostro panorama quotidiano – raccontano i vadesi – e quindi non ci facevamo più caso. Però, a guardarlo oggi, è meglio toglierlo». La maggior parte è già stata demolita negli ultimi due anni per fare spazio al sovrappasso, che collega la piattaforma container. L’Autorità portuale, inoltre, aveva già fatto demolire il tratto per fare posto ai nuovi varchi doganali nelle aree alle spalle del centro commerciale “Molo 8.44”. L’ultima parte, da via Piave alla centrale, superando la zona della Motorizzazione, se ne andrà nei prossimi mesi. Per i vadesi tramonta un’epoca, se ne va un simbolo dell’industria che procurava lavoro, ma che dava anche parecchio fastidio dal punto di vista ambientale. In molti chiedevano la cancellazione anche dell’ultima parte del “tubo”, tra cui l’ex assessore e oggi consigliere di opposizione Pietro Bovero, che presenterà un’interrogazione nel prossimo consiglio comunale: «Un manufatto non più funzionante, sgradevole alla vista, all’ambiente e alla dignità di chi amministra Vado. Visto che ormai l’ex carbonile è stato svuotato da tempo, chiediamo che si proceda con la demolizione completa della tubazione». Il desiderio sarà esaudito e lo smantellamento del nastro trasportatore è stato confermato da Vernazza Autogru, l’azienda che ha rilevato il carbonile da Tirreno Power per costruire la propria sede operativa e ospitare il parco mezzi: «Si tratta di una struttura ormai inutile e intralcia anche la nostra area – ha spiegato l’azienda -, abbiamo già avviato le procedure».

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