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Singapore, c’è il terminal Sech nel mirino: grandi manovre a Genova

Genova - L’incrocio azionario già esiste: una quota di minoranza del Sech appartiene a Psa e gli stessi proprietari del terminal container del porto storico sono anche azionisti delle banchine di Voltri-Pra’.

Genova - L’incrocio azionario già esiste: una quota di minoranza del Sech appartiene a Psa e gli stessi proprietari del terminal container del porto storico sono anche azionisti delle banchine di Voltri-Pra’. Ma da oggi questa alleanza tra Genova e Singapore è destinata a rafforzarsi, in attesa che anche gli ultimi dettagli sull’operazione che da mesi sta coinvolgendo il management dei due gruppi, vengano superati. «È questione di ore» raccontano in banchina. L’operazione, secondo le indiscrezioni raccolte, prevede un ruolo più forte di Singapore nel Sech, che potrebbe procedere con l’acquisizione delle quote detenute dai fondi Infravia e Infracapital. Le cautele sui dettagli sono d’obbligo: nessuno conferma la trattativa, ma il Secolo XIX in edicola oggi è in grado di ricostruire alcuni dettagli. La firma è attesa a ore, anche se pare che l’accordo debba ancora essere perfezionato. L’intesa di massima c’è già, ma va finalizzata: se tutto filerà liscio, nei prossimi giorni potrà essere comunicata l’ufficialità su una delle operazioni più importanti degli ultimi anni per il porto di Genova. È un altro segno della rivoluzione che sta avvenendo sulle banchine del capoluogo, sempre meno ancorate alle fortune delle “storiche” famiglie, sempre più oggetto del desiderio dei grandi gruppi. Psa conquisterebbe così anche un pezzo del porto storico, piantando la bandierina al Sech. Il terminal movimenta circa 250 mila teu all’anno e a luglio ha gestito più di 31 mila container.

A guidare il gruppo c’è il manager genovese Giulio Schenone , rimasto al timone dopo la rivoluzione che due anni e mezzo fa aveva portato il terminal dalle famiglie genovesi riunite in Gip ai fondi francesi e inglesi. In quell’occasione nel portafoglio degli investitori era finito anche il Tdt, il terminal container di Livorno che però non dovrebbe essere oggetto anche di questa operazione. Singapore in Italia è presente con la gestione del Vte e del Vecon di Venezia. Per Genova sarà una rivoluzione: resta da capire con quale veicolo si muoverà il Paese asiatico, se cioè con un mezzo più industriale, come la stessa Psa, o più politico, con uno dei fondi di Singapore. La strategia è chiara: dare l’assalto (commerciale) al Tirreno e prepararsi all’arrivo del terminal automatizzato di Vado gestito dai cinesi e da Maersk. —

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