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Musolino: «L’Europa in ritardo sulla Bri»

Krynica Zdroj - «Noi su questa partita siamo partiti male come Europa e siamo in ritardo. Intanto dobbiamo capire cosa vogliamo da questo progetto. Per farlo bisogna governarne i processi»: lo ha detto il presidente dell’Autorità di sistema portuale di Venezia, Pino Musolino

Krynica Zdroj - «Noi su questa partita siamo partiti male come Europa e siamo in ritardo. Intanto dobbiamo capire cosa vogliamo da questo progetto. Per farlo bisogna governarne i processi»: lo ha detto il presidente dell’Autorità di sistema portuale di Venezia, Pino Musolino, a margine della tavola rotonda “One Belt One Road. Chi guadagnerà dalla Nuova via della seta?” al 29esimo Forum Economico di Krynica Zdròj, in Polonia. «Su questo come Europa - ha proseguito - siamo molto indietro: c’è una visione d’Italia e dei paesi del Mediterraneo di un certo tipo, poi c’è la visione dei Paesi nordeuropei, in particolare del Belgio, Olanda e Germania, di un altro tipo, ma non se ne discute: alle ultime elezioni Europee non ho sentito un dibattito su questo. Eppure è il tema di base di sviluppo dei prossimi 30-40 anni, volenti o nolenti. I cinesi si sono dati delle date obiettivo come il 2049 e il 2100, e noi non ci diamo nemmeno la prospettiva di quello che facciamo nel 2022. Siccome molto passa per le infrastrutture e queste hanno una vita trentennale o quarantennale, perché crei ferrovie piuttosto che porti o interporti con la prospettiva che ci metti 10 anni a farli e trenta ad ammortizzarli - ha sottolineato - va fatta una seria analisi di quali sono le nostre richieste, quali sono i nostri interessi, il fabbisogno delle infrastrutture che abbiamo e di come lo connettiamo a livello europeo e come eventualmente incontriamo l’offerta cinese magari a mezza strada. Vista così non è solo geopolitica, ma anche politica industriale».

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