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Terminal container, in un mercato vivace sale la stella Cosco

Genova - I primi sette gruppi del settore rappresentano il 40 per cento della capacità complessiva.

Genova - I dazi di Donald Trump non hanno finora frenato l’impetuosa crescita dello shipping cinese. L’ultimo obiettivo è stato raggiunto dal ramo terminalistico di Cosco, che è salito per la prima volta sul podio dei tre maggiori operatori portuali al mondo del settore dei terminal container. Cosco Ports ha superato Dp World e Apm Terminals, spingendoli dal terzo e quarto posto rispettivamente al quarto e quinto posto nella classifica internazionale che emerge dal “Global Container Terminal Operators Annual Review and Forecast 2019” di Drewry.

La nuova classifica vede quindi saldamente al primo posto il gruppo di Singapore Psa, che è presente in Italia con i terminal Psa Genova prà di genova e Vecon di Venezia. Psa ha movimentato nel 2018 60,3 milioni di teu, con un aumento del 7,2 per cento rispetto al 2017. Al secondo posto è ancora Hutchison Ports di Hong Kong con 46,7 milioni di teu. Dei primi sette operatori mondiali, Hutchison è l’unico che abbia segnato un regresso nei volumi di traffico nel 2018 con un -0,2 per cento. la secondo posizione è ormai insidiata proprio da Cosco, che si è piazzata al terzo posto con 46,1 milioni di teu. Cioè a soltanto 600 mila teu di distanza da Hutchison. ma con un trend decisamente più favorevole, anzi: il più favorevole dei sette grandi, +32,3 per cento rispetto al 2017.

Al quarto posto ha perso la sua piazza sul podio l’operatore emiratino Dp World che nel 2018 ha movimentato 44,2 milioni di teu con un aumento rispetto al 2017 del +3,3 per cento. In attesa che a fine 2019 si apra il terminal di Vado con tutte le speranze che l’evento si porta dietro per il terminalista olandese del gruppo danese Ap Moeller Maersk, la Apm Terminals ha chiuso il 2018 in quinta posizione con 42,8 milioni di teu movimentati nei suoi terminal e una crescita del +7,8 per cento sul 2017. A seguire, China Merchant Ports ha movimentato 35,8 milioni di teu e +13,1 per cento sul 2017, mentre Terminal investment limited (Til), braccio terminalistico della compagnia ginevrina Msc, ha chiuso il 2018 con 26,5 milioni di teu e un aumento di traffico del 10,1 per cento. Lo scorso 29 luglio Til ha acquisito dalla turca Arkas il 50% delle azioni di Marport, che opera su due terminal container del porto di Ambarli, vicino a Istanbul. Con questa operazione, Til ha acquisito il controllo di Marport, la cui capacità supera quota 1,8 milioni di teu su una lunghezza di banchina di 1.560 metri. Il porto di Ambarli ha registrato un’attività di oltre 1,5 milioni di teu nel primo semestre dell’anno, in flessione del 6% rispetto al 2018.

D’altra parte, il mercato dei terminal sembra vivere un momento di particolare effervescenza un pò dappertutto. Tanger Med ha avviato la sua seconda fase che ne aumenterà la capacità a 8,5 milioni di teu. Nella vicina Sines, in Portogallo, il governo ha messo a gara il terminal Vasco de Gama, un investimento da 642 milioni di dollari tutti a carico dei privati per realizzare un terminal da 3 milioni di teu che, spiega una nota, permetterà «l’attracco contemporanea di tre navi delle maggiori dimensioni attualmente in circolazione». A Taranto è la turca Yildirim a tentare il rilancio dell’ex Tct, per le cui aree ha appena firmato la concessione. «Una serie A di sette grandi operatori - nota Neil Davidson, autore del rapporto di Drewry - è emersa, dopo la quale il successivo operatore è distanziato notevolmente per dimensioni. Complessivamente questi sette sommano circa il 40 per cento del traffico globale nel 2018. All’interno di questa elite, Cosco è cresciuta notevolemnte in classifica durante l’anno». Il rapporto prevede che la domanda portuale di spazi per i container nei prossimi cinque anni cresca in media del 4,4 per cento all’anno. La movimentazione portuale di container aumenterà da 784 milioni di teu nel 2018 a 973 milioni nel 2023, con un’aggiunta di 190 milioni di teu.

L’aumento della capacità non è legata soltanto ai maggiori spazi, ma anche all’aumento della produttività reso possibile da tecniche sempre più perfezionate. Apm Terminals ha annunciato che il suo terminal Tcb di Barcellona ha raggiunto un nuovo record in questo senso, operando su una nave di ultima generazione a un ritmo di 150 teu all’ora.

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