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Musolino: «Rossi si preoccupi dei problemi della portualità» / IL COLLOQUIO

Genova - «Ammettere di avere un problema è il primo passo per risolverlo». Pino Musolino risponde alla guerra delle citazioni iniziata dal presidente di Assoporti Daniele Rossi.

Genova - «Ammettere di avere un problema è il primo passo per risolverlo». Pino Musolino risponde alla guerra delle citazioni iniziata dal presidente di Assoporti Daniele Rossi che ieri, nell’intervista al Secolo XIX-The MediTelegraph, ha scomodato Bauman: «Chi critica il sistema, lo fa per nascondere le proprie debolezze e i propri fallimenti». Il numero uno del porto di Venezia è, insieme al presidente di Genova e Savona Paolo Signorini, il più duro sulla gestione e sul ruolo di Assoporti. Per questo la citazione di Rossi sembrava riferita anche a lui: «Ma sono frasi da bigliettino dei Baci Perugina… A me interessano i contenuti».

Basta questo forse per capire che lo strappo con l’associazione che raduna le Authority italiane, è realmente ad un passo. «Dalle parole di Rossi sembra che vada tutto bene. Non è vero: sul tavolo ci sono ancora parecchi problemi irrisolti e la soluzione non può essere solo il cambio dello statuto. Assoporti è ancora eccessivamente incartata su se stessa». Musolino è un fiume in piena «sui contenuti, non sulla scatola che mi interessa poco» ed elenca, dalla piattaforma logistica alla interconnessione dei porti con gli altri pezzi del sistema, le questioni sul tavolo. «Invece di risolverle, si pensa di attaccare sul personale i presidenti che hanno un’opinione differente» spiega ancora Musolino. Ma quindi è pronto ad uscire presidente? «Non ho un’agenda , per ora rilevo che è sostanzialmente inutile partecipare alla vita associativa, così ho pensato di fare un passo indietro e concentrarmi su Venezia». Insistiamo, per capire se c’è spazio per ricucire: «Stiamo a vedere. Vorrei solo che l’associazione portasse a casa un risultato, che si verificasse un cambio di passo. Ma le pare normale che non si sia riusciti ancora a nominare il segretario generale dopo 20 giorni dall’ultima assemblea? Invece qui si pensa ad attaccare sul personale i presidenti di porto che non la pensano come i vertici dell’associazione. Ma lo dico chiaro: il tempo delle valutazioni sta scadendo».

Manca poco perché Musolino metta un piede fuori dall’associazione e in questo il destino di Venezia è legato a quello di Genova. «Certo che con Signorini ho un ottimo rapporto: ha grande esperienza e in questo periodo dialoghiamo molto. D’altronde rappresentiamo due tra i principali porti italiani». E con i ribelli siciliani già usciti da Assoporti? «Ottimi rapporti personali anche con loro, non ho mai avuto un problema con Pasqualino Monti (Palermo, ndr) né con Andrea Annunziata (Catania, ndr). Rimane il tema del conflitto con le Capitanerie: «Le due Autorità che governano i porti devono lavorare secondo le proprie competenze, come dice la legge. Altrimenti si danneggia il sistema portuale nazionale». —

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