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Porti gateway, per Contship connettività fondamentale

La Spezia - Al manager Scalisi la sfida di sviluppare i nuovi moli.

La Spezia - Il terminal container Lsct della Spezia del gruppo Contship Italia è in un momento di forte sviluppo, con investimenti in corso per 200 milioni di euro lanciati dalla presidente Cecilia Battistello per aumentare la capacità di banchina e ferroviaria. La gestione di questa fase è affidata adesso al nuovo direttore generale, Alfredo Scalisi. Le sfide del nuovo managemente sono spiegate da Daniele Testi, direttore marketing e comunicazione del gruppo.

«Il terminal di La Spezia - spiega Testi - è un sistema complesso che richiede un costante equilibrio di risorse e investimenti per mantenere una produttività di banchina e piazzale adeguata alle richieste dei clienti. Dato il ruolo internazionale di Lsct, il terminal deve poter offrire servizi sempre più efficienti a navi sempre più grandi che movimentano mediamente oltre 1.200/1.400 teu tra sbarco e imbarco. Mantenere queste performance durante lo sviluppo delle nuove banchine sul molo Garibaldi e sull’area del Canaletto sarà una delle attività di maggior rilevanza per il nuovo management, che può contare su un team di collaboratori la cui esperienza e capacità professionale è riconosciuta da clienti e caricatori».

La strategia di Contship nei confronti del terminal spezzino non cambia dopo la recente uscita del gruppo dai porti di Gioia Tauro e Cagliari: «Il ruolo di Lsct non cambia rispetto alle attività e le sfide che il gruppo affronta in altri terminal in Italia e fuori dai nostri confini. Il modello La Spezia è fondato su una forte integrazione dei servizi offerti alla nave in banchina e al sistema di trasporto terrestre. L’obiettivo è sempre stato quello di garantire un passaggio della merce il più veloce possibile per poter raggiungere in maniera efficace la sua destinazione finale, offrendo ai caricatori evidenti risparmi in termini di costi di inventario. Con il programma di investimenti questa offerta sarà ulteriormente rafforzata con un ruolo di Lsct sempre più internazionale come vera alternativa ai corridoi Nord europei. Nel 2020, l’introduzione delle norme Imo per la limitazione delle emissioni di solfuri da parte delle navi, darà un ulteriore slancio alla possibilità di intercettare volumi destinati in Centro Europa offrendo ai clienti evidenti risparmi in termini di miglia navigate sulle principali rotte da e verso l’Asia e il Middle East».

Nel 2018 Lsct ha movimentato 1,38 milioni di teu, in linea con il 2017, anno di crescita record (+14 per cento). I primi dati del 2019 vedono un’ulteriore crescita del 2,5 per cento. Il terminal ha creato una forte sinergia con gli operatori locali e punta sulla vocazione ferroviaria dello scalo spezzino, cresciuta anche grazie all’integrazione operativa e funzionale con i centri intermodali di Santo Stefano Magra, Melzo a Milano, Padova, Dinazzano e altri. L’obiettivo del terminal è arrivare a superare la capacità di 2 milioni di teu e una quota di traffico ferroviario del 50 per cento, rispetto alla già consistente quota attuale del 32 per cento. «E’ un’integrazione verticale - afferma Testi - che permette al terminal di La Spezia di aggredire mercati sempre più distanti e oltre Alpe».

Contship concentra così la propria attenzione sui porti gateway come quello della Spezia, prendendo atto che la tendenza, nel settore del transhipment, premia solo gli hub in grado di generare economie di scala rilevanti, con una presenza significativa di compagnie di linea nell’azionariato e con una posizione geografica specifica alle estremità del bacino del Mediterraneo. Nel caso dei porti gateway, il fattore dimensione, secondo l’analisi di Contship, perde importanza a favore di quello della connettività terrestre, collegando mercati di produzione e consumo in maniera efficiente.

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