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Danesi: «Pra’ cambia nome e investe sulla nuova traccia ferroviaria» / INTERVISTA

Genova - Novità al terminal Psa: in arrivo il prossimo agosto due gru nuove per caricare e scaricare i treni.

Genova - Per Psa il cambio di nome del terminal di Genova (da Vte - Voltri terminal Europa a Psa Genova Prà) non è soltanto un’operazione cosmetica. Rispecchia da un lato un più stretto rapporto con il territorio, dall’altro un cambiamento nell’identità della società genovese-singaporegna, sempre più proiettata non soltanto sulle attività portuali, che restano centrali, ma anche su quelle retroportuali, come dimostra la recente presentazione agli operatori nordici, alla Transport Logistic di Monaco di Baviera, di un nuovo servizio ferroviario, gestito in prima persona e attivo dallo scorso ottobre.

«Il servizio ferroviario diretto, che - sottolinea l’amministratore delegato di Psa Italy, Gilberto Danesi - è interamente gestito da Psa, collega il bacino portuale di Prà al nodo intermodale di Basilea, in Svizzera. Si tratta del primo collegamento diretto, con un transit time di 12 ore, cominciato lo scorso ottobre, che permette agli operatori del Centro Europa di accedere alla gamma di servizi offerti dal porto di Genova Pra’».

Come siete arrivati al cambio del nome?

«Il percorso è cominciato con il mio arrivo al terminal, con il passaggio da Vte a Voltri-Prà, venendo incontro ai nostri vicini di casa e alle sollecitazioni dell’Autorità portuale. Adesso abbiamo completato questo percorso come segno di vicinanza alle esigenze del territorio. Altri segni in questo senso sono stati i passi avanti dal punto di vista ecologico. Da un lato abbiamo puntato sulle gru non più alimentate a diesel, ma completamente elettriche. Dall’altro stiamo potenziando il trasporto ferroviario per ridurre la percentuale di camion».

Che caratteristiche ha il servizio con Basilea?

«E’ un treno che parte tre volte alla settimana in entrambe le direzioni e che porta a ogni viaggio 70 teu. Oltre a questo treno, stiamo facendo altri investimenti per aumentare la capacità ferroviaria del terminal. Ad agosto arriveranno due nuove gru per caricare i treni, acquisite dalla ditta Kuenz in Austria».

La capacità dei porti liguri sta aumentando, anche vicino a voi. Il riferimento è alle nuove banchine dedicate ai container che stanno per essere inaugurate nei bacini di Sampierdarena e Vado Ligure. Pensa che ci sia un eccesso di capacità? I vostri investimenti vi aiuteranno a essere più competitivi anche in quest’ottica?

«I nostri programmi sono cominciati cinque o sei anni fa. La concorrenza comunque è una cosa che deve esserci. Può fare bene o può fare male, può dare la sveglia o portare via traffico. Noi abbiamo adattato le nostre gru di banchina per accogliere navi da 20.000 teu e al terminal sono già arrivate navi da 18.000 teu. Le dimensioni del naviglio continuano ad aumentare e fra 3 o 4 anni anche a Genova arriveranno le 20.000. Quello che è importante è che tutta la comunità genovese sia competitiva e efficiente. Non può funzionare soltanto un anello, è importante tutto quello che lo circonda: dalla ferrovia all’autotrasporto, dagli spedizionieri agli agenti marittimi. Se tutto funzionasse come deve, non si spiegherebbe perché le navi preferiscono allungare il loro tragitto di cinque giorni per sbarcare la merce nei porti dell’Europa settentrionale. Quella merce si può recuperare».

Quali sono i mercati internazionali più importanti per il terminal di Psa Genova Prà, ex-Vte, dal punto di vista del traffico generato, e che ruolo hanno i traffici intra-mediterranei?

«Il mercato più importante è senza dubbio il Far East. Per noi il Mediterraneo non è molto significativo, pesano soprattutto gli Stati Uniti e l’Estremo Oriente. Adesso temiamo la politica dei dazi, che potrebbero creare disturbi ai traffici. Gli effetti non si sentono ancora, ma immagino che arriveranno. Intanto andiamo avanti con il nostro sviluppo. A fine 2019 si risolverà il collo di bottiglia ferroviario e avremo il doppio binario per l’entrata e l’uscita dei treni».

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