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Porto di Cagliari, la crisi fa davvero paura. La Cgil: «Intervenga il governo»

Cagliari - L’allarme dopo l’annuncio della compagnia Hapag Lloyd di non poter più fare scalo a Cagliari per l’assenza dei servizi forniti da Cict.

Cagliari - «Va immediatamente insediato un tavolo di crisi con il governo per la difesa del lavoro e dell’economia dell’intera Regione Sardegna, considerando l’importanza ed il valore che il porto di Cagliari rappresenta per lo stesso territorio insulare». Lo chiede il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo per la crisi dell’impresa Cict al porto di Cagliari che «dopo quelle delle imprese Cts e Mts sta esplodendo, al pari di quella dei dipendenti di Iterc, in tutta la sua crisi e gravità».

«In Cict - evidenzia il dirigente nazionale della Filt - ci sono, oggi, circa 300 lavoratori dipendenti che non hanno ancora ricevuto lo stipendio di maggio e temono che si materializzino provvedimenti ancora più drastici pur avendo registrato, recentemente, il ripiano delle perdite di esercizio deciso nell’ultimo CdA. A conferma di ciò arriva l’annuncio della compagnia Hapag Lloyd di non poter più fare scalo a Cagliari per l’assenza dei servizi forniti da Cict e quindi ad inequivocabile conferma che lo scalo non rientra più nelle strategie del gruppo Contship Italia che controlla Cict». «Come Federazione nazionale - conclude Colombo - continueremo a sostenere le ragioni della vertenza e ci adopereremo in tutte le sedi affinché non si perdano ulteriori posti di lavoro e si restituisca dignità ai lavoratori».

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