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Lavoratori del porto di Taranto, allarme dei sindacati

Taranto - Yilport è il nuovo operatore portuale turco che deve insediarsi, non appena avrà la concessione demaniale dall’Autorità portuale, sul molo polisettoriale e riassorbire gradualmente i 500 che hanno lavorato per Evergreen.

Taranto - L’approvazione in Senato, nell’ambito della discussione sul decreto Sblocca Cantieri, di un ordine del giorno che impegna il governo a modificare l’articolo della legge 18/2017 che istituisce nel porto di Taranto l’Agenzia per il lavoro, non è sufficiente per i sindacati dei trasporti Cgil, Cisl e Uil. Per questi ultimi, infatti, l’odg approvato (proposto dal senatore M5S Mario Turco, componente della commissione Bilancio) «non dissipa le preoccupazioni delle organizzazioni circa la necessità di modificare la norma», per «dare certezza alle 500 famiglie dei lavoratori portuali che attendono il rilascio della concessione a Yilport per la loro ricollocazione».

Yilport è il nuovo operatore portuale turco che deve insediarsi, non appena avrà la concessione demaniale dall’Autorità portuale, sul molo polisettoriale e riassorbire gradualmente i 500 che hanno lavorato per Evergreen tramite la società Tct, ora a carico dell’Agenzaia per il lavoro. I sindacati chiedono che la copertura finanziaria dell’Agenzia per il lavoro sua estesa anche al 2020 visto che a Taranto la stessa ha cominciato a operare lo scorso anno e non il 2017. «Tale norma - rilevano - deve essere necessariamente modificata per permettere di traghettare le maestranze altamente specializzate verso il rilancio delle attività portuali dopo l’insediamento del nuovo operatore Yilport». I sindacati auspicano infine «che la politica sappia trovare la giusta coesione tra maggioranza e opposizione a favore del territorio e dei lavoratori, per supportare il rilancio del terminal container di Taranto e la salvaguardia delle maestranze espulse dal ciclo portuale dopo l’esperienza negativa di Tct».

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