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Terminal Spinelli, via libera al gate automatizzato / FOCUS

Genova - Dal prossimo agosto, appena arriverà il via libera dell’Autorità di sistema portuale, il terminal genovese del gruppo Spinelli sarà dotato di un gate completamente automatizzato.

Genova - Dal prossimo agosto, appena arriverà il via libera dell’Autorità di sistema portuale, il terminal genovese del gruppo Spinelli sarà dotato di un gate completamente automatizzato. «La coda in attesa di entrata per alcuni terminal - spiega Roberto Pane, cfo del gruppo – può arrivare fino a due o tre ore in coincidenza con l’arrivo di una nave di grandi dimensioni, noi abbiamo scelto da tempo di attrezzarci per velocizzare gli ingressi e con il gate automatizzato risolveremo totalmente la questione. Il nostro gate automatizzato è dotato di un sistema per il riconoscimento della targa che velocizza l’operazione. Il mezzo entra, prende il container e esce senza presenza di un operatore al gate. L’intervento umano si può concentrare su attività di maggior valore, senza dunque comportare alcuna ricaduta sociale negativa».

L’automazione del gate è soltanto uno degli interventi di digitalizzazione delle attività del gruppo Spinelli. Da un anno e mezzo è iniziato un percorso per implementare l’utilizzo dei supporti informatici a diversi livelli. Quest’anno Spinelli sta partecipando a un concorso di idee per giovani ingegneri organizzato dal Var Group per sviluppare soluzioni di intelligenza artificiale per le imprese. «Agli studenti e neolaureati che partecipano al concorso d’idee - dice Pane - abbiamo chiesto due cose. La prima è un’applicazione che ci aiuti ad ottimizzare la gestione dei container nello yard del terminal tenendo conto di quando arriva il vettore, la nave sulla quale andrà caricato il container, se ci sono verifiche da compiere, eccetera. Non sono variabili facilmente determinabili e per questo serve l’intelligenza artificiale. L’altra richiesta riguarda l’ottimizzazione dei trasporti effettuati dalle singoli motrici, in modo che sia ottimizzata la loro gestione. Noi abbiamo più di cinquecento mezzi da incrociare con le richieste dei clienti, che ogni giorno sono più di 500».

Ma l’intelligenza artificiale non è l’unico campo di sviluppo della digitalizzazione del gruppo. Si va dalla blockchain al preclearing, dai data analytics alla safety. «I nostri principali clienti, come Maersk e Cma-Cgm si stanno muovendo per utilizzare la tecnica della blockchain. Per noi, che siamo un componente della catena logistica, avrà un valore enorme per avere informazioni univoche, ad esempio sulla posizione del contenitore, sui controlli da effettuare, su eventuali problemi al carico, sulla destinazione. E’ un tema partito dalle compagnie marittime, ma che, oltre al terminal, deve coinvolgere anche il resto della catena, dall’Authority al magazzino di destinazione finale. Pensiamo che questo strumento possa entrare a regime anche per la parte a terra nei prossimi 24-36 mesi».

Un altro tema importante è quello dell’analisi dei dati o data analytics, che assieme alla business intelligence permette di prevedere andamenti e condizioni del mercato, stagionalità, dati sul trasporto relativi a mezzo utilizzato, cliente, area geografica. L’analisi aiuta da un lato a indirizzare gli investimenti dove c’è un ritorno maggiore e a scegliere il tipo di business migliore, che sia ro-ro o rinfuse o container. Dall’altro consente di gestire al meglio le nostre forniture». La capacità di indirizzarsi sui traffici migliori non si scontra con la rigidità delle concessioni? «No, negli anni recenti l’Authority è stata molto ricettiva. Ha capito che gli operatori devono orientarsi al business che crea maggior valore per la comunità. Questo porta maggiori posti di lavoro. Inoltre l’analisi consente anche di migliorare i traffici esistenti. Noi abbiamo preso l’attività del terminal rinfuse e finora non abbiamo cambiato l’attività che vi si svolgeva. Eppure se il precedente gestore perdeva soldi nella gestione del terminal, noi invece siamo in utile e abbiamo potuto fare assunzioni grazie ad una attenta gestione operativa supportata anche dai data analytics».

Aspettative ci sono anche sul pre-clearing, lo sdoganamento anticipato delle merci di cui si parla da anni e che secondo Pane non è ancora pienamente a regime: «Manca l’unità d’intenti di tutte le amministrazioni pubbliche. Velocizzare la parte burocratica è indispensabile».

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