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Belt and Road Initiative, il grande abbraccio Atene-Pechino

Pireo - In un seminario di due giorni tenuto in Grecia, esperti greci e cinesi hanno lodato la crescita del porto del Pireo nell’ambito della Belt and Road Initiative (BRI) proposta dalla Cina.

Pireo - In un seminario di due giorni tenuto in Grecia, esperti greci e cinesi hanno lodato la crescita del porto del Pireo nell’ambito della Belt and Road Initiative (BRI) proposta dalla Cina. «La Grecia storicamente è stata uno Paese commerciale e ha un enorme settore marittimo» ha detto Athanasios Platias, professore all’Università del Pireo. «Quindi, naturalmente, si è adattata a questa iniziativa dal momento che le navi greche facevano anche parte della Via della Seta marittima e il Pireo rappresenta un esempio di successo». «Cina, Grecia e Mediterraneo orientale» era il tema del seminario, tenuto venerdì e sabato. L’evento è stato organizzato congiuntamente della Fondazione Aikaterini Laskaridis in Grecia e dell’Università Tsinghua in Cina. «È un accordo vincente per entrambi perché il Pireo è diventato molto importante. Fa bene alla Grecia» ha commentato Charalambos Papasotiriou, professore di relazioni internazionali e studi strategici presso l’Università di Scienze sociali e politiche di Panteion. «È stato anche un investimento redditizio per Cosco (China Ocean Shipping Company) e molto buono per le esportazioni cinesi» ha aggiunto.

Situato sul Mediterraneo circa 10 chilometri a sud-ovest della capitale greca Atene, il Pireo è la «porta meridionale» dell’Europa. Il terminale è attualmente gestito da COSCO Shipping ed è diventato uno dei porti per container in più rapida crescita al mondo. Secondo gli esperti cinesi, la BRI proposta nel 2013 ha contribuito ad aprire nuove aree di cooperazione per Cina e Grecia. «La BRI avvantaggia non solo la Cina, ma anche i Paesi lungo il percorso e i Paesi europei, come la Grecia» ha detto Zhang Lihua, direttore del Centro di ricerca per le relazioni Cina-Ue presso l’Università Tsinghua. «L’iniziativa può promuovere la costruzione di infrastrutture nei Paesi dell’Asia centrale, dell’Europa centrale e orientale e in alcuni Paesi dell’Africa». «Oggi l’iniziativa non si limita alle infrastrutture, ma sta iniziando a espandersi verso l’elettricità, l’economia digitale e altre aree» ha aggiunto Zhang.
Secondo Zhao Kejin, vice preside della Tsinghua School of Social Sciences, la BRI può essere interpretato come un nuovo piano per la globalizzazione. Secondo Zhao la BRI non è antagonistica, ma rappresenta un sistema di tipo cooperativo che mira a costruire un futuro condiviso attraverso maggiori contatti tra i governi, la collaborazione tra le imprese e le interazioni tra le persone.

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