SERVICES

«Più bonus alla merce, meno alle navi» / COLLOQUIO

Genova - «Un marebonus più rivolto alla merce»:il vice ministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, vuole provare a mettere mano al settore della logistica: l’occasione per parlarne sarà la Conferenza nazionale dei porti, programmata tra il 10 e l’11 giugno

Genova - «Un marebonus più rivolto alla merce»: il vice ministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, vuole provare a mettere mano al settore della logistica: l’occasione per parlarne sarà la Conferenza nazionale dei porti, programmata tra il 10 e l’11 giugno. In attesa di arrivare a un sistema informatico nel quale ogni anello della catena logistica sia in grado di comunicare sugli altri, è necessario rilanciare i punti di forza dell’Italia, gli incentivi marebonus e ferrobonus, ma provando a riformarli (superando quindi le resistenze della Commissione europea) per orientarli sull’autotrasportatore o sullo stesso spedizioniere, piuttosto che sull’armatore, come accade oggi: «L’obiettivo del marebonus - spiega Rixi - è quello di trasferire la merce dalla strada al mare, sfruttando le rotte su Mar Adriatico e Mar Tirreno: ora, penso che un sistema realmente efficiente debba essere legato alla merce, piuttosto che all’armatore. L’incentivo a mio avviso dovrebbe essere quindi rivolto o all’autotrasportatore che decide di prendere il traghetto piuttosto che l’autostrada, o a chi materialmente spedisce la merce. L’obiettivo è quello di evitare di avere un sistema dove le navi viaggiano semi-vuote», essendo oggi il marebonus essenzialmente corrisposto in base alla linea percorsa dalla nave, piuttosto che al singolo tragitto effettuato dalla merce.

Oggi l’armatore è il beneficiario diretto del marebonus, ma l’incentivo deve essere poi ribaltato sull’autotrasportatore che decide di prendere la nave: «Allora - ragiona Rixi - per l’armatore non dovrebbe cambiare nulla, se il sistema è realmente efficiente. Lo stesso sistema dovrebbe essere applicato per il ferrobonus: l’incentivo è corrisposto a chi decide di caricare il semirimorchio sul treno, piuttosto che portare il carico a destinazione con l’utilizzo della motrice. Certo serve una disponibilità di mezzi per questa operazione. Se prendiamo Genova, la disponibilità è zero...».

Il piano sarà tracciato a giugno, calato il vento delle elezioni europee. Ma proprio a Bruxelles si dovrà giocare la partita fondamentale: la trattativa del ministero infatti non sarà solo sul trasferimento del beneficiario diretto dell’incentivo, ma anche sulla possibilità di rendere sistematici ed erogati anno dopo anno questi stessi incentivi.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››