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«No all’autoproduzione, servono regole condivise»

Genova - Lo scalo ligure pronto a cambiare una pratica ventennale anche in vista dello sciopero nazionale.

Genova - «I lavoratori del porto di Savona chiedono che, anche nel nostro scalo, tutte le operazioni di “rizzaggio” e “derizzaggio” siano svolte dai portuali e non dai lavoratori marittimi che sono a loro volta vittime della speculazione sul costo del lavoro»: dai sindacati dello scalo savonese, che in passato è stato al centro di polemiche sull’autoproduzione del lavoro portuale, arriva un segnale forte e chiaro contro questa pratica. Il comunicato, firmato da Fabrizio Castellani della Filt Cgil, Danilo Causa della Fit Cisl e Pier Francesco Bossi della Uiltrasporti, è stato diffuso dopo un ‘incontro fra i sindacati e la compagnia portuale Culp. Durante l’incontro, la Culp ha detto che chiederà un tavolo di confronto su questo tema assieme a Autorità di sistema portuale e a rappresentanti del Terminal auto.
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