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Nuova diga nel porto di Genova, in corsa c’è anche il Rina

Genova - Il gruppo genovese è una delle tra le società di ingegneria che ha partecipato alla gara per la pianificazione della maxi infrastruttura portuale il cui costo di realizzazione sfiora il miliardo di euro.

Genova - Tra i soggetti che hanno inviato le loro offerte per la progettazione della nuova diga foranea del porto c’è, secondo quanto risulta al Secolo XIX-The MediTelegraph, anche il Rina. Il gruppo genovese è una delle tra le società di ingegneria che ha partecipato alla gara per la pianificazione della maxi infrastruttura portuale il cui costo di realizzazione sfiora il miliardo di euro. Le offerte sono arrivate ad Invitalia, centrale di committenza incaricata dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale - in base ad una convenzione firmata ad aprile 2018 -, nell’ambito della procedura avviata lo scorso novembre per l’ opera.

Si tratta, ha spiegato Palazzo San Giorgio in una nota, di sette raggruppamenti composti da studi di progettazione e da società di ingegneria, sia italiane che europee. Quasi tutti i consorzi avrebbero almeno un componente straniero, ma tutti i partecipanti esteri sarebbero comunque europei. Non ci sarebbero, quindi, gruppi cinesi dopo che nei mesi scorsi era circolata con insistenza l’ipotesi che alla gara avrebbero potuto partecipare almeno un paio di realtà asiatiche.

Nei prossimi giorni inizierà la fase di verifica della correttezza amministrativa delle offerte che dovrebbe durare circa tre settimane. A seguire verrà nominata una commissione per la valutazione delle proposte tecniche formulate dai soggetti ammessi a questa seconda fase che porterà ad un affidamento del valore di oltre 13,5 milioni di euro. «La gara - ricorda l’Authority - ha come oggetto l’elaborazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica della nuova diga foranea, un’ opera il cui costo è stimato in circa 800 milioni di euro e che darà un più ampio respiro al porto storico di Sampierdarena, che oggi presenta una limitatezza degli specchi acquei per le manovre di ormeggio e transito delle mega-ships a causa della collocazione dell’attuale protezione foranea».

Per costruire la nuova infrastruttura saranno impiegati almeno 14 anni: due per la progettazione, sei per la realizzazione della prima fase e altrettanti per la realizzazione della seconda fase. La nuova diga sarà costruita a 500 metri dalla costa rispetto ai 160 metri attuali: sarà lunga cinque chilometri e andrà dalla foce del torrente Polcevera fino all’area della Fiera del Mare. La nuova infrastruttura permetterà al porto di accogliere in banchina le mega-portacontainer fino a 22 mila teu: il progetto dovrebbe prevedere l’impiego di otto milioni di metri cubi di materiali lapidei, 150 cassoni di cemento armato (20 metri per venti di base, trenta di altezza) da collocare su un fondale marino mediamente di quaranta metri e 250 mila metri cubi di calcestruzzo.

Proprio attraverso i suoi cassoni, sfruttando il moto ondoso, la nuova diga potrà generare energia rinnovabile che potrà rifornire una parte dello scalo, quella del bacino storico, ma anche una porzione della città che si affaccia sulla costa. Una volta terminata, la nuova diga foranea sarà la più grande opera mai realizzata in un porto italiano. Nel progetto in via di definizione è compreso anche il completamento del terminal Ponte Ronco Canepa con un costo previsto di 16 milioni di euro.

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