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Livorno, allarme di Confindustria: «Il porto rischia lo stallo»

Livorno - «La cosa peggiore è il rischio, peraltro concreto, che le ultime controversie producano uno stallo di durata indefinita delle attività portuali sia a Livorno che a Piombino».

Livorno - «La cosa peggiore è il rischio, peraltro concreto, che le ultime controversie producano uno stallo di durata indefinita delle attività portuali sia a Livorno che a Piombino». Lo afferma Confindustria Livorno in riferimento alle recenti vicende del porto labronico e in particolare riguardo a quelle giudiziarie che hanno coinvolto i vertici dell’Autorità di sistema dell’alto Tirreno, nell’ambito di un’inchiesta sul rilascio di alcune concessioni di accosto temporaneo. «Il governatore Enrico Rossi ha promosso una iniziativa che trova certamente il consenso di Confindustria - sottolineano gli industriali in una nota -. Infatti, le finalità che dovrebbe perseguire il comitato proposto dalla Regione coincidono positivamente con Confindustria: cambiare passo ed adottare un metodo di lavoro ed imprimere alle procedure tempi adeguati alla gravità della crisi, senza ulteriori titubanze e men che meno “vuoti di potere” che hanno finito per generare i conflitti di cui stiamo parlando».

Per Confindustria Livorno a distanza di 24 anni dall’approvazione della riforma portuale del 1994, la parte normativa relativa alle modalità di utilizzo delle aree portuali (in concessione o con altre modalità temporanee) «avrebbe dovuto essere oggetto di profonda rivisitazione. Nella precedente legislatura la difformità di visione sull’adeguamento della loro regolazione alle dinamiche di mercato, da affidare in modo flessibile alle Autorità di sistema portuale quali responsabili dello sviluppo dei porti ne ha impedita la revisione. La posizione di Confindustria è da sempre ancorata al rispetto delle regole, alla libertà di mercato, per evitare abusi di posizione dominante. Tutto quanto può confliggere con questi criteri per noi è profondamente errato».

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