SERVICES

Trasporto combinato, operatori contro l’Ue

Genova - Gli operatori del trasporto combinato sono scesi in trincea dopo le indicazioni arrivate dall’ultimo Consiglio dei ministri dei Trasporti europei, riunito a Vienna lo scorso 3 dicembre.

Genova - Gli operatori del trasporto combinato sono scesi in trincea dopo le indicazioni arrivate dall’ultimo Consiglio dei ministri dei Trasporti europei, riunito a Vienna lo scorso 3 dicembre. Il Consiglio, che doveva dare un’indicazione sulla prossima direttiva sul trasporto combinato, che sostituirà quella ormai obsoleta del 1992, ha fatto propria la posizione della presidenza austriaca che lascia mano libera agli Stati membri sui limiti da porre al trasporto combinato gomma-ferro.

«Cer. Erfa, Feport, Uip e Uirr - afferma un comunicato congiunto delle cinque associazioni europee del settore - esprimono la loro profonda preoccupazione su come il trasporto combinato potrà rimanere competitivo in un mercato in cui regole omogenee su tutto il territorio dell’Unione europea siano rimpiazzate dalle scelte dei singoli Stati membri e in cui sarà frenato da nuovi ed estesi obblighi da rispettare. Le associazioni che hanno firmato questo comunicato chiedono alla presidenza rumena (del Consiglio dell’Unione europea, in carica dal gennaio 2019, ndr) di garantire il successo del trasporto combinato nell’imminente processo di trialogo e di allinearsi maggiormente alle ambizioni della posizione del Parlamento europeo».

La direttiva del 1992 che regolava la materia è ormai considerata da tutti superata e inefficace a regolare il settore. Per questo è stata proposta una nuova direttiva. In particolare, si sta discutendo di un emendamento a questa direttiva. La politica europea degli ultimi anni è stata orientata a favorire il trasferimento della merce dai camion a altre modalità di trasporto, come il treno, il cabotaggio marittimo, il trasporto aereo e fluviale. Ma oggi, complice l’orientamento politico di molti governi contrari a cedere ulteriore sovranità nazionale agli organismi dell’Unione europea, la strada per lo sviluppo del trasporto combinato rischia di diventare in salita.

La posizione adottata lo scorso 3 dicembre dal Consiglio europeo dei ministri riguardo all’emendamento alla direttiva sul trasporto combinato, secondo gli operatori, mette in pericolo l’attuale armonizzazione del mercato comune. «Poche settimane dopo la dichiarazione di Graz del 7 novembre - spiega ancora il comunicato - che promuove un “Accordo verde per l’Europa”, una settimana dopo che la Commissione europea ha annunciato la sua proposta di rendere l’Europa a emissioni zero entro il 2050 e giusto al principio della conferenza Onu sul cambaimento climatico di Katowice, la posizione del Consiglio di fatto disintegra la normativa europea sul trasporto combinato».

Le associazioni sottolineano in particolare come la posizione del Consiglio intervenga sugli scopi della direttiva, sulla lunghezza dei tratti stradali del trasporto combinato, sulle misure di sostegno economico, ad esempio ai terminal, mentre agli Stati membri verrà permesso di decidere sull’applicazione di limitazioni al cabotaggio. Le attività di trasporto combinato interne a un singolo paese sono state tolte dagli scopi della direttiva, per cui questa si applicherà soltanto ai trasporti transfrontalieri all’interno dell’Unione e a quelli da paesi membri verso paesi extra-Ue. I singoli Stati dell’Unione potranno decidere alcune limitazioni, come ad esempio quella che equipara il trasporto combinato con il trasporto stradale, compreso la limitazione di 5 giorni massimi di presenza continuativa dei veicoli sul proprio territorio.

«I cambiamenti proposti alla direttiva sul trasporto combinato - avverte il comunicato - minerebbero, se fossero applicati, la catena logistica attualmente esistente».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››