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Eroina in container da Genova all’Olanda: operazione senza precedenti

Genova - L’informazione sulla motonave proveniente dall’Iran carica di 268 chili di eroina è arrivata a metà ottobre.

Genova - L’informazione sulla motonave proveniente dall’Iran carica di 268 chili di eroina è arrivata a metà ottobre. L’imbarcazione è attraccata il 17 ottobre in porto a Genova e il 30 ottobre è partito il camion che ha prelevato il container contenente 2 dei chili di droga intercettati dalla polizia in collaborazione col servizio Dogane. Il 2 novembre, in Olanda, in un capannone isolato di Rosendahl, la polizia olandese, in collaborazione con quella italiana, ha arrestato 2 persone di nazionalità turca.

È questa la sequenza della complessa operazione partita da informazioni fornite dalla Direzione centrale servizi anti droga, condotta dallo Sco, insieme alla Squadra mobile di Genova e alla polizia di altri 4 stati europei (Olanda, Svizzera, Francia e Lussemburgo) che ha portato «al più grande sequestro di eroina degli ultimi 30 anni e ha visto per la prima volta l’applicazione della “consegna controllata” con l’applicazione dell’ordine investigativo europeo» come ha spiegato il colonnello Sandro Baldassarri, della Direzione centrale servizi antidroga. La consegna controllata ha permesso di non fermarsi al maxi sequestro di stupefacente, ma di sviluppare un’attività investigativa che è tutt’ora in corso ed è volta a individuare e smantellare la rete criminale dietro questo importante traffico internazionale. «È un’attività talmente innovativa che penso la porteremo ai corsi di aggiornamento: è un caso che ha fatto scuola» ha sottolineato Alessandro Giuliano, direttore dello Sco.

Il mercato dell’eroina
Il maxi sequestro di eroina (278 kg) in porto a Genova indica che questo tipo di stupefacente «è tornato prepotentemente alla ribalta del consumo nazionale e europeo». Lo ha detto il capo della Squadra Mobile di Genova, Marco Calì, incontrando la stampa dopo l’operazione internazionale che ha permesso di sequestrare il più grande carico di eroina degli ultimi 30 anni. Non solo: l’indagine evidenzia ancora una volta come «il porto di Genova sia di grande interesse investigativo perché per le organizzazioni criminali rappresenta una rotta utile da percorrere» ha detto Calì. La droga, «mimetizzata» in container contenenti bentonite (materiale per l’edilizia, ndr), «aveva un valore di costo di circa 10 milioni» ha spiegato il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, sottolineando come, una volta sul mercato, avrebbe fruttato molto di più. «L’Iran si conferma un crocevia fondamentale verso il nostro continente per il traffico di eroina. Verosimilmente proviene dal confinante Afghanistan» ha spiegato Sandro Baldassarre, della Direzione centrale servizi antidroga.
Le rotte dell’eroina sono principalmente due: «In questo caso quella meridionale. La droga è andata verso il Golfo Persico dove è stata caricata insieme alla merce legittima. Poi è partita verso i porti del Nord Europa e a Genova» ha sottolineato Baldassarre. L’altra rotta tradizionale invece «è attraverso i Balcani: tappa in Turchia e poi in Europa. Per questo vanno rafforzate le collaborazioni con la polizia dell’Iran».

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