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Genova, pronto alla fine del 2019 il terzo binario in uscita dal porto

Genova - In particolare, ha spiegato ieri Daniele Mari, direttore territoriale produzione Rfi all’incontro sul Corridoio Reno-Alpi organizzato dall’Istituto internazionale delle Comunicazioni, a dicembre 2019 dovrebbe essere pronto il collegamento tra i parchi ferroviari Rugna (porto storico) e Campasso.

Genova - Se sul Terzo valico pende sino a fine mese il giudizio del governo (che in base all’analisi costi-benefici del professore No Tav Marco Ponti deciderà se chiudere i cantieri o meno) dalla Rete ferroviaria italiana ieri è stata espressa la volontà di accelerare la cura del ferro per il porto di Genova, approvata con delibera dell’allora Comitato portuale ad aprile 2014 per un investimento complessivo di 50 milioni euro.

In particolare, ha spiegato ieri Daniele Mari, direttore territoriale produzione Rfi all’incontro sul Corridoio Reno-Alpi organizzato dall’Istituto internazionale delle Comunicazioni, a dicembre 2019 dovrebbe essere pronto il collegamento tra i parchi ferroviari Rugna (porto storico) e Campasso tramite la galleria Molo Nuovo sotto Sampierdarena: nei fatti, il porto avrà quindi un terzo binario di raccordo alla rete nazionale, dopo quello di Pra’ e quello di Sampierdarena lato Polcevera.

Nei fatti, è la prima volta che viene definita la tempistica di questo intervento da 35 milioni, rilanciato con l’accordo di giugno tra Rfi-ministero dei Trasporti e Autorità di sistema portuale che prevede anche il prolungamento a 750 metri di tre tracce al Campasso. Confermati invece i tempi più lunghi per l’estensione a 750 metri dei binari esterni al Vte, con lavori conclusi al 2024.

Mari - così come il sindaco di Genova Marco Bucci, e Giancarlo Laguzzi, presidente di Fercargo - hanno sottolineato l’importanza degli interventi a monte del Terzo valico, in Pianura padana: il quadruplicamento delle tracce almeno tra Pavia e Milano Rogoredo (lavori che fonti di settore stimano in 200 milioni e non previsti dal prossimo Contratto di programma) e poi l’adeguamento della rete tra Pianura e Svizzera ai moduli da 750 metri (267 milioni, questi e i seguenti dettagliati nel piano commerciale Rfi), sulle sagome delle gallerie (comprese le tratte di adduzione alla linea del Terzo valico, 160 milioni), gli investimenti tecnologici (attivazione sistema Ermts: 52 milioni). Marco Gosso, ad Mercitalia Logistics, stimando una crescita del porto di Genova +10% in 5 anni, ritiene che dei 3 milioni aggiuntivi di traffico (stimando uno a tre il rapporto ferro-gomma) le società di treni cargo dovrebbero investire su Genova circa 360 milioni per 300 nuove assunzioni, 60 locomotori, 3.000 carri.

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