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Ponti, il “revisore” del Terzo valico: «Forse eviteremo di buttare un sacco di soldi»

Cernobbio - l simbolo della nuova stagione politica è un uomo di 77 anni che i benevoli definiscono pittoresco.

Cernobbio - l simbolo della nuova stagione politica è un uomo di 77 anni che i benevoli definiscono pittoresco. Marco Ponti è veramente diverso: il professore che ha in mano il destino delle grandi opere in Italia gesticola e sul palco di Cernobbio sembra Savonarola, ma sul rogo questa volta ci finiranno i progetti e i cantieri delle infrastrutture italiane. Non tutte: il suo compito è scegliere, non quello di far sperare: «Vuole una parola di speranza sul Terzo valico e sulla Gronda? Eccola: forse potremo evitare di buttare dalla finestra un sacco di soldi».
È la battuta finale di una intensa passeggiata in riva al Lago: gli imprenditori della logistica di Confcommercio quando passa si danno di gomito. «Mai visto uno così» dicono a mezza bocca, abituati a Ennio Cascetta, l’altro professore che sarà meno pittoresco, ma sul curriculum vanta tre presidenze in contemporanea e relativi emolumenti.

Ma Danilo Toninelli, dirompente ministro dei trasporti, ha scelto lui per valutare «130 miliardi di opere pubbliche in Italia». E il professor Ponti sembra costruito apposta, figlio prediletto, molto più che nonno vista l’età, della nuova stagione al ministero dei trasporti: «Svolgo questo compito sinché non mi cacciano». Ma perché dovrebbero cacciarla, scusi? «Perché è sempre successo così, in molti posti in cui ho lavorato». Per la vecchia politica sarebbe una vergogna; per la nuova sono medaglie: «Cacciato per colpa delle mie idee dai consigli di amministrazione di due società pubbliche». Che fine farà il Terzo valico, professore? «Ho promesso che non parlo dell’analisi costi benefici, l’ho promesso al ministro». Insistiamo: «Dico solo una cosa sul passato: l’ultima valutazione risale al 2005 e l’ha fatta il costruttore. Secondo lei come ha definito l’opera?». Fondamentale, chiaramente. Anche sui tempi Ponti dispensa più perplessità che certezze: la pagella sul valico dei Giovi deve arrivare a fine mese, la Gronda si spera presto: «Faremo i salti mortali: quando ero alla Banca Mondiale avevo un’équipe molto forte».

Il vice capo di Ponti, Edoardo Rixi, vuole le valutazioni «entro fine anno», spiega l’esponente ligure del governo. Troppo poco tempo? «Non lo so, tanto vediamo quanto dura il governo. Quelle di Genova sono comunque prioritarie nella nostra valutazione». Il professore pensa che «la tecnologia sia meglio del cemento» e quando gli si fa notare che la città chiede quelle infrastrutture e le considera fondamentali, Ponti non si scompone: «Lo dicono tutti i territori. Come a Firenze: la stazione costa un miliardo e mezzo, ma non c’è documentazione. E le stesse Ferrovie hanno detto che è inutile». Ma come si può fermare un’opera che è già cantierata? «Ma sa quanto stato costruito sulla Milano-Genova? Il 30%. E la Tav? Solo l’11%». Come dire: fermarle non sarebbe un dramma. «Dipende dai conti. L’analisi costi/benefici è un metodo discutibile, ma è l’unico. E permette delle scelte». E infatti sono le scelte a preoccupare.

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