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«Rinfuse, traghetti, auto: così cresce il porto di Salerno» / INTERVISTA

Autuori: «Ma il passaggio all’Adsp ha creato rallentamenti».

QUALI SONO oggi i settori più promettenti per il porto di Salerno? «Sicuramente - risponde Antonia Autuori, amministratore delegato dell’agenzia marittima e di spedizioni Michele Autuori di Salerno (una delle più antiche d’Italia, già operativa nel 1871) - il settore delle cosiddette Autostrade del mare ha avuto una crescita ragguardevole nell’ultimo anno, sia con il potenziamento delle linee già esistenti sia con l’ampliamento delle destinazioni servite da Salerno. Il numero dei semi-rimorchi è cresciuto, ma anche il traffico dei mezzi accompagnati soprattutto per Catania. Molto è aumentato anche il traffico delle rinfuse, e a questo proposito non possiamo non considerare che Salerno è diventato il porto di riferimento delle fabbriche Fca, e soprattutto per quella di Melfi. Gli scambi con la Tunisia poi sono in continua crescita come quelli per l’Africa Occidentale».

Quali invece i punti di criticità?

«La criticità maggiore è legata al dragaggio: è chiaro che non è un problema di immediata soluzione, ma purtroppo anche lavori di manutenzione molto più semplici non vengono effettuati. Stiamo di fatto scontando l’effetto della riforma delle Autorità di sistema portuale, che in quando enti di nuova costituzione impiegano tempo per diventare pienamente operativi. Ma il tempo nel nostro caso diventa un fattore determinante, perché rimandando gli interventi, questi si complicano e hanno bisogno di tempio più lunghi con il conseguente aumento dei costi».

Il progetto della Zona economica speciale che tipo di prospettive può dare allo scalo?

«A questa domanda mi sentirei di rispondere con l’affermazione che le Zes nella nostra regione si potranno sviluppare solo se servite da un sistema portuale efficiente».

Che voto darebbe ai processi di digitalizzazione nel porto?

«La digitalizzazione nel settore portuale è un elemento indispensabile per gli operatori privati, siano essi terminal, agenzie o case di spedizione, e non a caso il settore logistico è quello che fa un uso spinto delle nuove tecnologie anche di comunicazione. Dalla parte del pubblico invece, possiamo dire che solo l’agenzia delle Dogane è stata un precursore delle nuove tecnologie con Aida, il corpo generale delle Capitanerie con il Pmis ha seguito in qualche modo, ma con un sistema meno evoluto. A livello di porto e quindi di Adsp non potrei dare una valutazione in quanto come operatori non ci vengono chiesti flussi di dati, se non dati aggregati per le statistiche, così come direi che la National Single Window la vedo nella nebbia».

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