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Assoporti studia la strategia per il Mediterraneo / LEGGI IL RAPPORTO

Roma - È stato presentato a Roma, lo studio sugli scenari geo-strategici del Mar Mediterraneo, realizzato dall’associazione dei Porti italiani. Lo studio fa emergere una strategia del sistema Paese tenuto conto della grande sfida della Belt and Road Initiative

Roma - È stato presentato a Roma, lo studio sugli scenari geo-strategici del Mar Mediterraneo, realizzato dall’associazione dei Porti italiani. Lo studio fa emergere una strategia del sistema Paese tenuto conto, tra l’altro, della grande sfida della cosiddetta Belt and Road Initiative(Bri) cinese, con pesanti conseguenze sull’andamento dei traffici contenitori e sulle infrastrutture.

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Presenti come relatori il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Edoardo Rixi e il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Andrea Cioffi i quali si sono soffermati sull’importanza del ruolo dei porti per l’Italia e nel Mediterraneo.

Occorrerà conseguentemente rafforzare il ruolo degli scali e delle Autorità di sistema portuale coordinando le attività in particolare del Mit con quelle di Assoporti. L’illustrazione dello studio è stata fatta a cura degli autori, Oliviero Giannotti e Angelo Giordano, con un’analisi profonda non soltanto dei dati che sono stati incrociati, per arrivare alla proposta di una strategia complessiva per l’Italia all’interno del Mediterraneo.

Successivi commenti e osservazioni sono state elaborate da Alessandro Panaro di Srm e Pino Musolino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Settentrionale. Sono emersi concetti e approfondimenti ritenuti molti importanti per il futuro della portualità come le vie della seta, l’istituzione delle Zone economiche speciali e le Zone logistiche speciali, soltanto per nominarne alcune.

Le conclusioni sono state affidate al presidente di Assoporti Zeno D’Agostino, il quale, oltre a soffermarsi sulla centralità del Mediterraneo e l’importanza del sistema Paese in questo contesto, ha voluto ribadire le necessità di integrazione tra tutti gli operatori del settore, il ruolo centrale che i porti italiani devono avere all’interno dei vari contesti dell’Unione europea e ha ricordato alcune delle attività già avviate dall’associazione che vanno esattamente nella direzione dello sviluppo. Soltanto per citarne alcune, i protocolli d’intesa in ambito ferroviario, di sviluppo economico e commerciale, e di formazione.

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