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«Crociere, La Spezia è apprezzata da tutti i big» / INTERVISTA

La Spezia - Bucchioni: «Abbiamo lavorato molto e bene sulla credibilità».

La Spezia - Il porto della Spezia sta vivendo un momento di incertezza nel settore dei container, dovuto a tensioni fra operatori (terminal, Msc, autotrasportatori). Che cosa pensa che serva per riprendere lo sviluppo? «Il porto spezzino - risponde il presidente degli agenti marittimi, Giorgio Bucchioni - ha visto recentemente un mutamento, anche traumatico, della governance dell’Autorità portuale e del La Spezia Container Terminal. Peraltro lo sviluppo non si è mai interrotto grazie all’impegno di tutti. Attendiamo ora la partenza dei lavori per i terminals contenitori Tarros e Lsct e i dragaggi. Sono tempi infiniti ma nessuno dispera. Non vedo tensioni ma normale dialettica: Lsct e Msc sono fornitore e cliente oltreché soci. Entrambi ricercano le rispettive convenienze in un quadro di collaborazione per il raggiungimento del comune obiettivo di aumentare il business. Analogamente operatori e terminal hanno interpretato dialetticamente una fase di ricerca di nuovi equilibri che mi pare siano stati raggiunti con soddisfazione di tutti. Più complessa è la problematica dell’autotrasporto che sconta una gestione concentrata in alcuni tempi della giornata. Dobbiamo augurarci che l’individuazione di alcune soluzioni possa alleggerire la situazione anche se, ad esempio, l’apertura operativa notturna non ha dato risultati apprezzabili».

Quali sono le prospettive per il settore delle crociere?

«Molto buone! Dal 2001 il porto ha ben lavorato per acquisire credibilità nei confronti dei maggiori player crocieristici e oggi raccogliamo i frutti. Royal Caribbean e Msc sono pronti a investire somme importanti sulla stazione crocieristica e sul waterfront. Costa, del gruppo Carnival, sta gestendo il traffico avendo vinto una gara indetta dall’Adsp. Numerose sono poi le altre compagnie che scalano Spezia e Portovenere, quest’ultima località specializzata nelle crociere di lusso».

Che cosa è cambiato per lo scalo con la riforma della governance?

«Sono stato e sono molto critico rispetto a quest’ultima riforma che ha mortificato la responsabilità locale e estromesso chi determina il successo o l’insuccesso di un porto. Si avvertiva l’esigenza di un intervento che fosse rivolto a regolare i rapporti tra porto e città , ad alleggerire la burocrazia e in particolare la normativa ambientale nonché un miglioramento del coordinamento ministeriale. Ci si è invece dedicati a intervenire sulla governance, molto più interessante per la politica. Ne è prova il fatto che gli sportelli unici, forse il più importante intervento per il miglioramento dell’efficienza complessiva, sono ancora inattuati per la neghittosità governativa e il conflitto tra ministeri».

Pensa che l’integrazione con Marina di Carrara sia un’opportunità di sviluppo per i due porti o che rimarranno due realtà con storie separate?

«Le caratteristiche dei due porti sono diverse, ma possono costituire una buona complementarietà. La specializzazione sempre più spinta nei contenitori di Spezia spinge alcuni operatori nelle merci varie a guardare con interesse al porto di Carrara e mi sembra che ciò sia anche favorito dagli intendimenti dell’Adsp. Vedremo poi se essere in due regioni diverse costituirà un problema, come sembra profilarsi».

Quali sono le priorità e le iniziative dell’associazione degli agenti marittimi spezzini?

«La categoria, come gran parte della società, è coinvolta in un cambiamento che possiamo intravvedere, ma non governare. Il concentramento dei vettori di linea e la politica di offerta di servizi messa in atto da molti unita a una forte volontà di contenimento dei costi crea obiettivi problemi di sostenibilità per molte aziende anche se, a oggi, la professionalità degli agenti-raccomandatari consente di guardare al futuro con fiducia. L’agente marittimo, per la sua multiforme competenza, ha dimostrato di sapersi diversificare e occupare spazi nella catena logistica tradizionalmente non suoi e noi guardiamo alle opportunità offerte dal retroporto di Santo Stefano come normale proiezione del nostro lavoro. Senza dimenticare comunque che il must che ci guida è il rapporto di fiducia con l’Autorità marittima».

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