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«Genova può diventare la capitale industriale del domani» / INTERVISTA

Genova - L’economista Beltrametti: «L’Università ha giocato bene la sua partita. Ora la città è pronta per essere un polo di innovazione».

Genova - «La demografia non è un treno che corre su una strada ferrata. Sa essere imprevedibile e scartare di lato». Luca Beltrametti invita a diffidare delle previsioni sul crollo demografico della Liguria. «Proiettare nel futuro le tendenze attuali è un tipo di operazione ormai consolidato nella demografia, ma la demografia non è matematica e non è detto che le tendenze attuali si ripetano in futuro». Cinquantasette anni, ordinario di Politica economica e direttore del dipartimento di Economia dell’Università di Genova, Beltrametti conosce a fondo il tessuto imprenditoriale ligure e le sue potenzialità troppe volte inespresse; negli ultimi anni i suoi studi si sono concentrati su Industria 4.0, slogan che indica i cambiamenti in atto grazie all’ingresso nel mondo manifatturiero dell’intelligenza artificiale.

Cosa le fa pensare che Genova saprà invertire la rotta del declino demografico?
«C’è una data cruciale e dietro l’angolo che può segnare una svolta. È il 2022, l’anno che secondo le previsioni vedrà l’inaugurazione del Terzo Valico, cosa che cambierà radicalmente la posizione della nostra città. La possibilità di raggiungere Milano in cinquanta minuti permetterà a molte persone di fare quotidianamente la spola con Genova. Molti potrebbero decidere di mantenere la residenza in Liguria e il lavoro in Lombardia; i valori immobiliari a Genova dovrebbero risollevarsi così come l’attrattività del capoluogo ligure».

Davvero le piace quest’idea di città residenziale, per pendolari, che si anima nei weekend e si svuota nel resto della settimana?
«Attenzione non auspico questo e credo non lo voglia nessuno. Il rischio c’è, è vero, ma va contrastato con un preciso piano di azioni».

E questo piano c’è?
«Beh, direi di sì. È un piano che in gran parte ruota attorno ai temi dell’innovazione tecnologica e di Industria 4.0. A Genova l’Università ha avviato dei corsi di formazione, un master, un dottorato e alcuni corsi di laurea dedicati a Industria 4.0. Non solo. Confindustria ha creato un “digital innovation hub”, un centro che affiancherà le imprese per stimolarne l’investimento in innovazione e la crescita, attraverso analisi dei fabbisogni, corsi di formazione e altro; la Camera di commercio aiuta, con dei voucher, le imprese che vogliono digitalizzarsi; e poi c’è la grande sfida del “competence center”».

Già, i “competence center”, i poli di innovazione previsti dal piano nazionale Industria 4.0. A che punto è la candidatura di Genova?
«La gara è ancora in corso e non è affatto banale ma Genova ha le carte in regola per vincerla. Ha di fronte alcuni vincitori annunciati, come il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino, ma può contare sulla presenza di industrie molto solide, uniche nel loro genere nel panorama nazionale, come Ansaldo Energia, e sul lavoro di squadra fatto dall’Università che è riuscita a coalizzare attorno a sé una grande cordata di imprese. È ancora presto per cantare vittoria, ma credo che Genova possa diventare uno dei “competence center” italiani».

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