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«Piano della logistica, luci e ombre 2 anni dopo»

Genova - Botta (Spediporto): «Rispettato l’impegno sulla piattaforma digitale, ma non quello sullo sportello unico doganale»

Genova - Sono passati più di due anni da quando, nel luglio del 2015, il governo approvò il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica (Psnpl). Un percorso cominciato con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, e portato a compimento dal suo successore, Graziano Delrio. Il piano si articola in tre macro-aree e una decina di obiettivi, ma porta con sé un numero anche più alto di impegni. A che punto è la realizzazione di questi impegni? Secondo Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, fra i temi che più interessano la categoria degli spedizionieri quello a cui è stato dato maggiore impulso è la digitalizzazione, mentre preoccupa lo stallo sullo sportello unico doganale.

«Il piano - ricorda Botta - si articola su tre macro-aree: la semplificazione amministrativa, gli investimenti in infrastrutture e il sostegno all’import-export».

Spediporto ha recentemente partecipato a una missione in Far East. «In Cina abbiamo verificato un grande interesse per capire Genova e l’Italia, che sono diventati un punto di riferimento della Belt and road initiative. Vogliono capire quali sono gli scali sui quali scommettere. la posizione geografica non basta più, cercano l’efficienza». Due pilastri del Piano nella ricerca di efficienza sono la Piattaforma logistica e lo Sportello unico doganale, ma i due progetti stanno seguendo destini differenti, come spiega ancora il direttore degli spedizionieri genovesi.
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