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Cciaa Genova, in pole c’è Calvini

Genova - La rosa si è già ristretta a tre nomi, ma c’è già un petalo che piace più degli altri due. La successione al lungo regno di Paolo Odone - la scadenza naturale sarebbe il 2020 - è già partita da qualche giorno

Genova - La rosa si è già ristretta a tre nomi, ma c’è già un petalo che piace più degli altri due.

La successione al lungo regno di Paolo Odone - la scadenza naturale sarebbe il 2020 - è già partita da qualche giorno, prima ancora che l’attuale numero uno della Camera di commercio approdi al vertice dell’aeroporto genovese. In pole, confermano tre fonti politiche e due interne all’ente, c’è Giovanni Calvini. L’ex presidente degli industriali è la figura su cui si punta con maggiore vigore. L’imprenditore ha 47 anni, è amministratore delegato della Madi Ventura (azienda del settore della frutta secca con quasi 90 milioni di fatturato)e ha guidato un’associazione di peso come Confindustria per quattro anni sino al 2012. E poi è figlio d’arte: il padre Adriano nel 1992 aveva già ricoperto la carica di vertice dell’ente. La strada di Calvini non è però tutta in discesa: c’è un fattore legato all’alternanza delle categorie e gli “artigiani” sono convinti da almeno una quindicina di anni che il ruolo di presidente tocchi a loro. E poi perchè nel mazzo ci sono anche i nomi di Filippo Delle Piane e Giulio Schenone. Sono due concorrenti di peso. Il primo è presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori genovesi, è giovane - poco più di 40 anni - e piace alla politica. Nella corsa però sembra leggermente svantaggiato rispetto a Calvini, mentre in terza posizione rimane Giulio Schenone. L’agente marittimo guida anche il gruppo terminalistico Gip dopo l’ingresso dei fondi Infravia e Infracapital e viene ciclicamente candidato al vertice della Camera. Su di lui pesa un veto più politico che tecnico, almeno per ora. Schenone infatti ha una lunga esperienza nell’ente e ha ricoperto incarichi in giunta. Dietro ai tre che conducono la gara, c’è il gruppone: viene ritenuta una valida alternativa, se dovesse saltare tutto lo schema, anche Beppe Costa. Oltre al numero uno di Costa Edutainment ci sarebbero anche Massimo Giacchetta e Paolo Corsiglia. Si tratta però di «soluzioni di emergenza» come l’ha definita una fonte politica. Per Alessandro Cavo invece non è ancora arrivato il momento. Per ora.

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