SERVICES

Genova, tre anni per cambiare volto al terminal rinfuse

Genova - Incontro ieri a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità di sistema portuale Genova-Savona, tra Aldo e Roberto Spinelli (presidente e ad dell’omonimo gruppo), il presidente dell’Adsp, Paolo Emilio Signorini e il segretario generale Marco Sanguineri.

Genova - Incontro ieri a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità di sistema portuale Genova-Savona, tra Aldo e Roberto Spinelli (presidente e ad dell’omonimo gruppo), il presidente dell’Adsp, Paolo Emilio Signorini e il segretario generale Marco Sanguineri.

Obiettivo, formalizzare l’operazione che ha portato il gruppo logistico a controllare l’80% del Terminal Rinfuse di Genova (Trge), insieme al 20% del precedente azionista di maggioranza, la Italiana Coke di Augusto Ascheri. Oltre a illustrare i termini dell’accordo, Spinelli ha dato le proprie garanzie sull’occupazione dei lavoratori (37 il terminal, 42 soci della compagnia Pietro Chiesa), ponendo una serie di interrogativi sull’adeguamento dell’area, che dopo la chiusura della Centrale Enel ha visto un drastico calo dei traffici di carbone e la necessità da parte di Italiana Coke a concentrare le rinfuse nere - che erano circa il 70% del traffico di Trge - sul terminal di Savona.

Spinelli nel mese di luglio cederà il 34% al gruppo Msc di Gianluigi Aponte, che progressivamente aumenterà le quote fino al 45% man mano che si concretizzerà la realizzazione del Terminal Bettolo, a Ponente del Trge. Ascheri rimarrà in società (la quota potrebbe variare) almeno fino a scadenza della concessione (2020), concentrando le rinfuse bianche dall’ex Ponte Rubattino a una parte di Ponte San Giorgio (dei tre sporgenti del Rinfuse, quello al centro: a Est c’è il Rubattino, a Ovest l’ex Idroscalo). Una volta acquisite le quote, Msc punta a estendersi sull’ex-Rubattino (anche se ragionevolmente il gruppo italo-svizzero non concretizzerà investimenti sull’area prima dell’ultimazione del Terminal Bettolo, e indiscrezioni parlano di un possibile riempimento di Calata Giaccone, tra i Ponti ex Rubattino e San Giorgio) mentre Spinelli si estenderà su una parte del San Giorgio e sul Ponte Ex Idroscalo, in parte occupato dal parco carbonifero della Centrale: parco e stabilimento Enel torneranno all’Adsp nel 2018, che dovrebbe metterle a gara (l’edificio della Centrale tra l’altro è vincolato).

Spinelli investirà 20 milioni nell’adeguamento del terminal ai traffici di merce varia, ro-ro e container, ma ha chiesto un sopralluogo dei tecnici dell’Adsp per valutare gli interventi - che dovrebbero essere a carico di Palazzo San Giorgio, fino a 30 milioni - per la demolizione del ciclo del carbone: parchi, muraglioni, nastri, gru, tramogge, binari, oltre alla necessità di dare alla società Getoil, che opera nel compendio, una sistemazione adeguata alla nuova struttura del terminal

«Certo: prima che qualcosa si muova passeranno due o tre anni,perché noi siamo veloci a comprare tutti i mezzi necessari, ma serve tempo per i permessi e i lavori. Partiremo in perdita, poi, come è successo con il nostro terminal, recupereremo» commenta Aldo Spinelli.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››