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Fiera Genova, «ai privati la gestione del Nouvel»

Genova - Una gara per assegnare in concessione a privati il padiglione Blu della Fierae farlo vivere tutto l’anno anche di vita propria. È la strada scelta dal Comune di Genova, mentre il futuro della Fiera resta avvolto dalle nebbie dell’incertezza e si attende la conclusione del concorso di idee sul Blueprint

Genova - Una gara per assegnare in concessione a privati il padiglione Blu della Fiera e farlo vivere tutto l’anno anche di vita propria. È la strada scelta dal Comune di Genova, mentre il futuro della Fiera resta avvolto dalle nebbie dell’incertezza e si attende la conclusione del concorso di idee sul Blueprint per progettare le aree ex fieristiche - dall’ex Nira all’ingresso di piazzale Kennedy - secondo il disegno di Renzo Piano.

Palazzo Tursi prova quindi a sottrarre il padiglione progettato da Jean Nouvel alla complicata partita a scacchi che si sta giocando, su più fronti, sul futuro delle aree di piazzale Kennedy.

LIQUIDA ZIONE A OSTACOLI

«Faremo una gara per assegnare una concessione di valorizzazione, come abbiamo già fatto per esempio per l’ex palazzo Siemens di viale Cembrano - spiega Emanuele Piazza, assessore comunale al Patrimonio non abitativo -. Contiamo di pubblicare il bando a febbraio e di individuare, quindi, il concessionario prima della fine del ciclo amministrativo». Il bando darà alcune indicazioni sulle possibili destinazioni dell’immobile con i vincoli da rispettare: «Il padiglione dovrà essere utilizzato per attività, non commerciali, legate alla nautica e - spiega Piazza - compatibili con lo svolgimento del Salone Nautico e di manifestazioni fieristiche».

Ma, mentre si profila un tentativo di pacificazione fra le due associazioni imprenditoriali della nautica - Ucina, organizzatrice del Salone Nautico di Genova, e Nautica Italiana promotrice di un nuovo evento da tenere a Viareggio - non è ancora chiaro quale sarà l’epilogo della procedura di liquidazione di Fiera di Genova spa, avviata ad aprile 2016 e ancora in corso con molte incognite sui conti e sul futuro dei 18 dipendenti ancora in carico alla società.

È sfumata infatti l ’ipotesi di costruire una società pubblico-privata costituita da Comune, Regione, Camera di Commercio e Ucina, per gestire il Salone Nautico ed eventi collegati, così come è tramontata quella di trasferire all Porto Antico spa la gestione delle attività fieristiche extra Nautico.

«Lo scontro fra Ucina e Nautica Italiana è un problema che senz’altro ha pesato ma il Governo non è credibile - commenta l’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi -. È un anno che esponenti del Governo dicono che non finanzieranno il Salone Nautico di Genova e altri eventi se le due associazioni di settore non si mettono d’accordo...Ma il Salone Nautico di Genova è un evento nazionale e se il Governo non lo finanzia fa un danno all’intero Paese, non solo a Genova. Quindi se il ministro vuole davvero risolvere la questione, venga a Genova due giorni e metta tutti attorno a un tavolo».

RIXI ACCUSA GOVERNO E TURSI

Detto questo, Rixi è comunque convinto che «la liquidazione della Fiera sia una strada senza ritorno» e che si debba «costituire una società per la gestione delle aree. Ma - osserva - se lo scontro fra Ucina e Nautica Italiana è il problema principale, è anche vero che il Comune non ha brillato nella gestione di questa vicenda, per le incertezze che ci sono sul dopo Doria e sul futuro candidato sindaco del centrosinistra».

Ma da Tursi l’assessore Piazza respinge quest’accusa: «La nuova società con Ucina non si è fatta perché i soci pubblici hanno ritenuto inaccettabili le condizioni e, in particolare, le ricadute che avrebbe avuto sull’occupazione - ribatte -. Gli obiettivi dell’amministrazione comunale, però, sono chiari: vogliamo che il Salone Nautico resti a Genova e lavoriamo per questo, stiamo facendo la gara per il Blueprint e stiamo preparando quella per il padiglione Blu. Resta da definire lo strumento per gestire il Nautico e gli altri eventi fieristici ma anche questi nodi saranno sciolti prima che finisca il ciclo amministrativo». E Piazza non esclude neppure che la liquidazione della Fiera possa essere «un processo reversibile».

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