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Pettorino rilancia: presto due piloti sulle navi più grandi

Genova - Anemometri: a Genova via all’installazione quest’anno. pratica incagliata al ministero della difesa per la nuova luce verde. L’ammiraglio: «Sulla sicurezza lavoriamo ogni giorno». Ma ritardi e conflitti interni bloccano le scelte dell’ente portuale.

Genova - «La sicurezza in porto è un elemento indispensabile e in continuo aggiornamento - spiega l’ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante della Capitaneria genovese ritrovatosi fino a dicembre scorso a commissario dell’ex Autorità portuale, un anno invece dei due mesi inizialmente prospettati, a causa dell’allungamento dei tempi della riforma del settore. «Posso garantire - dice Pettorino - che in porto ci sono tutti gli elementi necessari alla sicurezza, che è un fronte sul quale lavoriamo ogni giorno, per incrementarla sempre di più». La sicurezza è garantita nell’attività giorno dopo giorno dalle norme internazionali, dall’attività di Capitaneria, piloti, ormeggiatori, rimorchiatori, così come dai terminalisti che intervengono per migliorare le strutture (a fronte di sconti sul canone demaniale). Tra pochi giorni entrerà in vigore un nuovo decreto della Capitaneria che imporrà l’utilizzo del doppio pilota sulle navi oltre una certa dimensione.

Tuttavia, sono evidenti le lentezze burocratiche, di cui nessuno parla volentieri ma che si commentano da sole: a proposito del faro verde all’ingresso del porto, è almeno da tre ammiragli a questa parte che la Capitaneria di Genova sollecita la direzione Fari della Marina militare per avere i progetti e le indicazioni per costruire il famoso fanale verde all’imbocco dello scalo. L’ex presidente del porto, Luigi Merlo, preferisce non parlare. Non si possono però non ricordare i conflitti interni all’amministrazione di Palazzo San Giorgio dopo il 2012: l’inchiesta sul direttore tecnico Andrea Pieracci, condannato a ottobre 2016 a due anni per abuso di ufficio, il doppio interim (tecnico e amministrativo) assunto dal già segretario generale Sandro Carena, il muro contro muro degli ultimi anni tra lo stesso Merlo e i revisori dei conti, con provvedimenti bocciati o contestati decine di volte. Le segnalazioni anonime in procura e le cordate interne.

Così sulle cose che toccavano più di un interesse, grandi o piccole che fossero, o che potevano diventare a rischio di conflitti, la struttura amministrativa ha reagito andando avanti con i piedi di piombo. Anche il ritardo sulla Torre Piloti nasce da questo clima: la struttura, crollata la notte del 7 maggio 2013 a seguito dell’urto della nave “Jolly Nero”, con nove vittime, doveva essere ricostruita entro lo scorso anno, ma prima le osservazioni dei revisori dei conti, poi a dicembre il Comitato portuale, (l’ultimo della storia, prima di essere messo in soffitta dalla riforma Delrio) ne ha rinviato contro il parere di Pettorino la realizzazione, suscitando l’allarme dei Piloti del porto: il comandante John Gatti ancora ieri è tornato a ricordare che la Torre non è un capriccio ma una necessità. E gli anemometri? La centrale doveva essere posta sopra il tetto della Torre, poi crollata. Trovata - dopo parecchio tempo - una nuova collocazione per il collettore alla Stazione Marittima, quest’anno dovrebbero entrare in servizio cinque degli 11 strumenti previsti. Tutto sempre avanti adagio

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