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L’Anac vince in Consiglio di Stato contro Merlo / LA SENTENZA

Genova - Con una sentenza pubblicata nella notte di martedì,ma risalente al 18 luglio, il Consiglio di Stato ha stabilito la competenza dell’Autorità nazionale Anticorruzione in merito alla vigilanza e all’accertamento delle fattispecie di pantouflage. LEGGI LA SENTENZA

Genova - Con una sentenza pubblicata nella notte di martedì, ma risalente al 18 luglio, il Consiglio di Stato ha stabilito la competenza dell’Autorità nazionale Anticorruzione in merito alla vigilanza e all’accertamento delle fattispecie di pantouflage, cioè il passaggio di funzionari pubblici in aziende private con cui avevano intrattenuto in precedenza rapporti negoziali o esercitato poteri autoritativi. Il caso, che fa quindi giurisprudenza, riguarda l’ex presidente del porto di Genova, Luigi Merlo, contro cui l’Anac si era espressa nel 2018 con una censura, a seguito di alcune segnalazioni.

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Merlo, che aveva lasciato l’incarico di presidente del porto di Genova il 20 novembre del 2015 (e dopo un passaggio al ministero dei Trasporti come consulente dell’allora ministro, Graziano Delrio, ma questo ai fini della sentenza non conta) era stato assunto nel gennaio del 2017 da Msc Cruises - primo cliente crocieristico del porto di Genova, e società che fa parte del più importante gruppo armatoriale che gravita sullo scalo ligure - come responsabile delle Relazioni istituzionali. Meno quindi del termine previsto dalla legge 165 del 2001, che prevede in casi come questi - dove cioè insiste il rischio di pantouflage - una arco di tempo di tre anni. A questa censura dell’Anac, su cui tra l’altro pendeva il dubbio su chi dovesse sanzionare l’ex dirigente pubblico, visto che la legge non lo definiva, lo stesso Merlo aveva fatto ricorso presso il Tribunale amministrativo del Lazio, vincendolo a novembre dello scorso anno.

Su ricorso dell’Anac, il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar, confermando il pantouflage di Merlo, e soprattutto stabilendo che all’Authority spettano anche poteri sanzionatori: «Il nesso finalistico fra la norma assistita dalla sanzione amministrativa e le funzioni attribuite all’Autorità individuano in noi il soggetto che ha il compito di assicurare - spiegano dall’Anac - all’esito dell’accertamento di una situazione di pantouflage, la nullità dei contratti sottoscritti dalle parti nonché l’adozione delle conseguenti misure sanzionatorie. L’Autorità intende provvedere quindi ad adeguare il proprio regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi, nonché sul rispetto delle regole di comportamento dei pubblici funzionari, all’orientamento espresso dal Consiglio di Stato». «Le sentenze si rispettano sempre, ma con questa non sono per nulla d’accordo» commenta Merlo, che ricorda come prima del suo passaggio in Msc avesse richiesto diversi pareri legali che lo avevano confortato sulla possibilità di transitare senza problemi dall’Authority alla compagnia. Ora Merlo, che potrebbe rientrare in azienda (sono trascorsi ormai quattro anni) e che oggi è presidente di Federlogistica e membro del consiglio di amministrazione del terminal Passeggeri di Trieste, sta valutando la strada per un possibile ricorso, o sospensiva. La sentenza a favore dell’Anac apre certamente un caso nell’amministrazione pubblica, perché il caso Merlo, spiegano fonti di settore, potrebbe replicarsi in molti altri porti italiani, per rimanere nell’ambito delle banchine.

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