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Tav e Terzo valico, il Nord Ovest alla sfida delle grandi opere

Genova - Due opere simili, ma profondamente differenti, forse anche concorrenti, la Tav Torino-Lione (sul Corridoio europeo Mediterraneo) e il Terzo Valico appenninico (sul Corridoio Genova-Rotterdam.

Genova - Due opere simili, ma profondamente differenti, forse anche concorrenti, la Tav Torino-Lione (sul Corridoio europeo Mediterraneo) e il Terzo Valico appenninico (sul Corridoio Genova-Rotterdam): entrambi aspiranti valvole di sfogo per le merci del Nord-Ovest italiano, i due tunnel hanno in comune anche una storia travagliata, fatta di ritardi burocratici, opposizioni politiche, sia in piazza sia a Palazzo, fra dubbi sull’effettiva utilità e promesse di essere volano di crescita per i territori di riferimento. Ma oggi, mentre la Tav (di cui si parla “soltanto da 20 anni) è stata impantanata fino allo scorso agosto nell’incertezza sul futuro del progetto, il Terzo Valico (i cui primi progetti hanno più di un secolo) ha preso l’abbrivio già da qualche anno e si guarda già alle opere complementari, in particolare al collo di bottiglia della linea di pianura, che si vorrebbe quadruplicare. «Poco dopo Natale quella che sarà la più lunga galleria ferroviaria del Paese, l’alta velocità Genova-Milano, arriverà al 50% dello scavo», ha annunciato nei giorni scorsi il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al termine di un incontro con gli ingegneri che hanno progettato il Terzo Valico. «È stato - ha aggiunto Toti - uno scavo straordinario, in alcuni mesi sono riusciti ad andare avanti anche di un chilometro sotto terra. Delle talpe del Terzo Valico talvolta ci dimentichiamo che esistono, ma è un cantiere grande, che sta crescendo e cambierà le nostre vite».

Toti non ha mancato di mettere pressione al governo sulle infrastrutture, con riferimento implicito anche alla linea Torino-Lione: «In Italia - ha detto - abbiamo costruito 790 chilometri di alta velocità ferroviaria in 18 anni, i cinesi hanno costruito 4.000 chilometri di alta velocità ferroviaria in tre anni, questi sono i numeri del mondo che ci circonda». Il Terzo Valico appenninico è nella lista delle nove opere prioritarie per l’economia genovese che il presidente della Camera di Commercio di Genova, Luigi Attanasio, ha consegnato alla nuova ministra delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli. L’estate scorso l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giacomo Giampedrone, aveva ricordato che «il completamento del Terzo Valico dei Giovi, per il quale è stato finanziato il sesto lotto con 791,44 milioni (il totale ammonta dunque a 6,1 miliardi) è una delle opere infrastrutturali ferroviarie più importanti e strategiche del paese, non solo di Genova, del suo porto, e della Liguria.

La nomina di un commissario unico per quest’opera e per il nodo ferroviario di Genova (che arriva a 620 milioni di investimento, Campasso compreso) è condizione pressoché indispensabile per il completamento di entrambe entro il 2023». Il Terzo Valico sarà fondamentale per collegare le banchine del porto di Genova ai mercati del Nord. Finora il porto serve soprattutto le regioni italiane via camion. Con l’ausilio del treno, potrebbe arrivare fino ai mercati della Svizzera e della Germania meridionale. Secondo il presidente di Ascom Confcommercio Genova, Paolo Odone, con il raddoppio della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia (altra opera dai tempi lunghi) il Terzo Valico potrebbe funzionare anche in senso inverso, aprendo all’Italia settentrionale la via verso la Francia. E questo, appunto, in alternativa alla Tav verso Lione. Per l’opera franco-piemontese, la svolta è arrivata soltanto di recente. Più precisamente quando il Senato ha respinto una mozione contraria del Movimento 5 Stelle, aprendo politicamente la strada i cantieri. La configurazione attuale della linea in Italia è il risultato di una progettazione partecipata che ha coinvolto gli enti locali nell’Osservatorio sulla Torino-Lione, istituito dal governo italiano nel 2006 dopo le violente proteste a Venaus contro it primo tracciato dell’opera. A conclusione di 205 sedute di lavoro e 300 audizioni di tecnici ed esperti si è arrivati nel 2013 a un tracciato definitivo, radicalmente cambiato. Il nuovo progetto è stato poi approvato nel 2015. A oggi è stato costruito il 15,5 per cento dei 162 chilometri di gallerie previsti.

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